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Alberto Savinio (Atene 1891 - Roma 1952)

Alberto Savinio

Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati ad Alberto Savinio (ma negli anni successivi alla morte dello scrittore sono la moglie Maria Morino e i figli Angelica e Ruggero a tenere i contatti con amici, ammiratori e critici del loro familiare scomparso); la corrispondenza comprende anche minute e copie di lettere inviate da Alberto Savinio e dalla moglie a vari destinatari; la parte più consistente dei documenti epistolari che si conservano nel fondo prende avvio soltanto dagli anni ’30, non sono dunque molti i documenti relativi ai primi anni della sua attività artistica (manca anche la corrispondenza con il fratello Giorgio De Chirico). La Serie si sviluppa in altre tre sottoserie: la prima è dedicata alla corrispondenza tra Alberto Savinio e la moglie Maria Morino (il carteggio contiene anche i disegni di Alberto Savinio allegati alle lettere a Maria); la seconda sottoserie è dedicata alla corrispondenza di Maria Morino e della sorella Jone, negli anni in cui entrambe lavorano nella compagnia teatrale di Eleonora Duse (comprende carteggi indirizzati alle sorelle Morino, tra cui alcuni documenti epistolari della stessa Duse, insieme a fascicoli tematici con raccolte di articoli di giornale e di contributi critici sull’attrice, cartoline illustrate con le immagini dei funerali della Duse a Asolo nel maggio 1924, un album con fotografie della tournée americana del 1923/24); la terza sottoserie contiene la corrispondenza del padre di Alberto Savinio, l’ingegnere Evaristo De Chirico, che svolse un ruolo importante nella riqualificazione delle infrastrutture in Grecia. Documenti epistolari si conservano anche nella Serie II relativa agli “Scritti”, in quanto Savinio spesso riutilizzava carte della corrispondenza per la stesura preparatoria di testi e articoli. In questa seconda Serie viene documentata l’intera produzione narrativa e saggistica di Savinio, dagli anni giovanili alle creazioni della maturità: si apre con la presentazione delle prime prove letterarie di Savinio, cui l’autore inizia a dedicarsi intorno al 1909, per giungere alla sua prima opera celebre, rappresentata dall’Hermaphrodito del 1918, risultato di precedenti ricerche e sperimentazioni letterarie e linguistiche. È inoltre documentata la produzione giornalistica di Savinio, collaboratore di numerose testate, italiane e straniere, prime tra tutte il “Corriere della Sera” e “La Stampa”, come pure trovano testimonianze gli interventi firmati come critico letterario e d’arte, le relazioni a conferenze, le recensioni a mostre di pittura e di arti grafiche o le presentazioni di artisti. La sua passione per il cinema trova espressione nei documenti che attestano l’attività svolta come critico cinematografico e nei soggetti scritti per alcuni cortometraggi; un altro nucleo consistente è composto dai contributi di critica musicale. La documentazione riunita nella Serie II permette dunque di ricostruire l’intero percorso creativo di Savinio, nelle sue diverse espressioni. Frequenti sono i rimandi alla Serie I: ad esempio per via della carta delle lettere ricevute usata poi per scrivere altri testi (tra l’altro sono qui contenute due lettere di Savinio indirizzate al fratello Giorgio De Chirico, peraltro già note e pubblicate). Altrettanto ricorrenti sono i rimandi tra i diversi scritti, vista l’abitudine dell’autore di recuperare carte preparatorie dei suoi testi per la stesura di altre composizioni. Un nucleo compatto di documenti conservati in questa Serie è rappresentato da un consistente gruppo di bloc-notes o quaderni di appunti (la cui consultazione è subordinata a una specifica liberatoria da parte dei rappresentanti della famiglia Savinio) che riportano appunti di varia natura, citazioni, veri e propri diari personali, rubriche con voci di dizionario o con nomi e indirizzi. La Serie del “materiale a stampa” contiene ritagli, riviste e testi con scritti di Alberto Savinio e documenta la produzione giornalistica e di critica d’arte e musicale dell’autore. Gli “Scritti su Alberto Savinio” sono rappresentati da materiale vario sull’autore, non ancora descritti analiticamente. Un spazio importante all’interno del fondo è rappresentato dai materiali musicali, come gli spartiti e i libretti, dal suo periodo parigino fino agli anni ’50; si conservano anche alcune registrazioni radiofoniche di programmi e musiche saviniane (anche per la descrizione di questo tipo di materiale bisogna rivolgersi a strumenti di ricerca disponibili solo in sede). Tra il “materiale iconografico” si conservano due maquettes costruite per la mostra di Palazzo Reale a Milano nel 1976 (riproducono le scenografie dell’Oedipus Rex di Igor Stravinskij – andato in scena al Teatro alla Scala nella stagione 1947-48 – e dell’Atto I, Quadro III del Ballo di Olimpia per I racconti di Hoffmann di Jacques Offenbach, Teatro alla Scala, 1948-49) e un fondale di scena, preparato sempre per I racconti di Hoffmann del 1948-49; mentre una serie di disegni di mano di Savinio si trovano in mezzo alle carte di archivio (in particolare quelli interfoliati nel carteggio scambiato con la moglie e riprodotti nell’epistolario pubblicato da Sellerio nel 1987). La famiglia Savinio ha depositato anche oggetti personali, tra cui la scrivania e la macchina da scrivere, insieme agli occhiali da vista e ad altri piccoli oggetti appartenuti allo scrittore (come soldatini e strumenti di misurazione geometrica). Chiude il fondo la biblioteca personale dell’artista, con circa 1000 volumi, alcuni con dedica, spesso con sue annotazioni.

Strumenti di ricerca: descrizione delle Serie della corrispondenza, dei manoscritti e degli articoli a stampa a firma di Savinio ricercabile tra gli inventari on line, i libri e le monografie in genere (per una introduzione alla biblioteca personale si veda questa pagina descrittiva) sono catalogati nell’opac della biblioteca, mentre per il materiale musicale resta valido uno schedario cartaceo disponibile – insieme a un elenco delle registrazioni radio e a una lista di periodici – in sala consultazione. Descrizione dei disegni (conservati tra i documenti di archivio) e di un “fondale” di scena nel data base del Servizio Conservazione.