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Dolores Prato (Roma 1892 - Anzio, Roma 1983)

Dolores Prato

Contenuto del Fondo: il fondo è costituito complessivamente da 12 Serie indicate da lettere dell’alfabeto: a cominciare dalle carte personali (Serie P a) che conservano documenti anagrafici e note con informazioni sulla vita lavorativa di Dolores Prato; vi si trovano certificati e diplomi, informazioni biografiche e curriculari, notizie sugli studi effettuati e sull’attività di insegnante nelle scuole, insieme ad attestazioni del suo antifascismo. Segue il materiale riguardante Antonio Bartolini (Serie P b-c): documentazione raccolta sul priore casentinese che nel XIX secolo si dedicò a opere letterarie, storiche e linguistiche e che è servita alla futura scrittrice per l’elaborazione della propria tesi di laurea; oltre a una copia della tesi, tra queste carte si conservano brevi testi di Bartolini e scritti su di lui, insieme a materiale frutto di ricerche svolte in vari archivi, non solo casentinesi (come la trascrizione della corrispondenza di Bartolini al filologo purista Pietro Fanfani – custodita alla biblioteca nazionale centrale di Firenze – e il carteggio di Prospero Viani – insieme a stralci di altri mittenti – indirizzato a Bartolini). La corrispondenza occupa la Serie P d: poco più di 250 documenti epistolari ordinati cronologicamente (dal 1922 al 1981) con carteggi di vari mittenti a Dolores Prato e minute e copie di lettere di quest’ultima; altri esemplari di documenti estratti dai carteggi sono stati collocati dalla stessa Prato (e si conservano quindi in altre Serie del fondo) a corredo di fascicoli con materiale a cui il contenuto delle lettere faceva evidentemente riferimento. Gli “appunti” (Serie P e) sono fascicoli con appunti vari e ritagli di giornale, almeno in parte serviti per l’elaborazione del romanzo sugli anni dell’“educandato” (pubblicato postumo con il titolo Le ore), una consistente serie di fogli – spesso etichettati con il pronome “io” – con aforismi e osservazioni analitico-introspettive, cartelle “tematiche” dedicate a vari argomenti sui quali la scrittrice, di nuovo nella forma dell’aforisma, della nota frammentaria, del ritaglio di giornale a cui sono aggiunte delle osservazioni personali, raccoglie e sistematizza documentazione quasi sempre dal forte taglio autobiografico o su vari soggetti, come la religione, l’attualità, luoghi e città, gli animali (in particolare gli amati gatti) ecc.. Tra gli autografi delle prose letterarie (Serie P f) si riconoscono tracce di progetti intrapresi e mai compiuti o magari compiuti e mai approdati alla stampa: scritti critici su Manzoni e Rosmini, abbozzi di racconti e romanzi, tra cui un testo dal titolo ancora oscillante di Calycanthus - E lui che c’entra?, un lavoro quasi finito sul mare che piacque a Ungaretti che ne lesse per caso il manoscritto, un dattiloscritto de Le ore (il libro sulla vita in collegio pubblicato solo verso la fine degli anni Ottanta), e testimoni del romanzo Campane a Sangiocondo (ripubblicato nel 1996 dopo la prima uscita – sconfessata dalla Prato – nel 1963), presenti con vari titoli e stesure (una versione con alcuni titoli sovrapposti: Nel paese delle campane, San Giocondo e il suo prete, La rosa muscosa, quest’ultimo è il titolo di un secondo dattiloscritto, a sua volta corretto dalla scrittrice – ed è la lezione definitivamente accolta – in Campane a Sangiocondo), mancano invece versioni (a meno che non si faccia riferimento al vasto serbatoio di appunti autobiografici) di Giù la piazza non c’è nessuno, sia nell’edizione Einaudi del 1980 che in quella, licenziata come definitiva dall’autrice, pubblicata postuma nel 1997 da Mondadori; presenti inoltre anche due soggetti per film e un esemplare del racconto Scottature (nella copia del libretto pubblicato nel 1967). Seguono gli articoli (Serie P g) che riuniscono la produzione giornalistica della scrittrice; i testi (in gran parte si tratta di articoli sulla vita quotidiana e sulla storia della città di Roma) sono presenti in forma di dattiloscritto o di ritaglio di giornale (per la maggior parte estratti dal quotidiano “Paese Sera”). La “raccolta di sogni” (Serie P h) conserva la registrazione, condotta per molti anni (sistematicamente dal 1950 al 1982) da parte di Dolores Prato, dei suoi sogni: uno zibaldone onirico bizzarro ma costruito con la velleità per niente improvvisata di farne un’opera letteraria (si veda ora Sogni, a cura di Elena Frontaloni, prefazione di Gabriele Pedullà, Macerata, Quodlibet, 2010). Mentre 10 quaderni (Serie P i) contengono appunti di carattere critico-letterario (probabilmente legati agli studi universitari) o note e riflessioni diaristiche e abbozzi di prove letterarie. Infine il materiale su Roma (Serie P l-n) dà collocazione alla documentazione preparatoria di un progettato lavoro su Roma (si conserva anche una avvertenza e un indice approssimativo che introducono il programma di lavoro), una guida sui generis alla città eterna che avrebbe dovuto descrivere Roma attraverso la sua storia, dalle origini alla contemporaneità; altro materiale sull’argomento è circoscritto al periodo unitario di Roma capitale o dedicata ad aspetti particolari della città.

Strumenti di ricerca: in sala consultazione sono disponibili uno schedario cartaceo e un inventario dattiloscritto, per la corrispondenza è stato allestito un indice dattiloscritto dei mittenti e dei destinatari.