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Francesca Sanvitale (Milano 1928 - Roma 2011)

Firma Francesca Sanvitale

Contenuto del Fondo: stesure, abbozzi e studi preliminari relativi alla maggior parte della produzione narrativa e saggistica della scrittrice: si conservano autografi a partire dai primi esperimenti di scrittura (in parte inediti e databili agli anni del liceo e dell’università: racconti, abbozzi di romanzi, soggetti cinematografici) fino a L’ultima casa prima del bosco (2003), passando per i testimoni di un romanzo inedito (scritto nella seconda metà degli anni ‘50) e per la documentazione riconducibile a romanzi, racconti, saggi: come quella relativa a Il cuore borghese o quella dei romanzi Madre e figlia, L’uomo del parco, Il figlio dell’impero e delle raccolte di racconti La realtà è un dono e Separazioni (di cui si conservano testimonianze relative alla traduzione francese del 2000), per finire ai testi confluiti in antologie e raccolte di saggi (come Le scrittrici dell’Ottocento e Camera ottica). Oltre ai tradizionali documenti cartacei di alcuni romanzi sono presenti anche testimonianze in formato elettronico (cioè documenti di testo elaborati con programmi di videoscrittura). A questa documentazione vanno affiancati taccuini e quaderni con appunti e abbozzi che riguardano la genesi, l’ispirazione e lo svolgimento di tracce narrative che saranno sviluppate in romanzi e racconti, insieme a note più personali di carattere privato; si conservano anche i copioni della commedia teatrale Salvatore e Elisa (1983) e del radiodramma Il leone sul pianerottolo (2000) e testimoni di alcune poesie, ma scritte “per divertimento” in anni giovanili o, per scherzo, a imitazione di grandi poeti, in età più matura. A un piano esclusivamente privato va ricondotta la presenza di un diario intimo degli anni 1943-1944 e di 19 agende degli anni 1977-1995. Circoscritti agli anni ‘50 si trovano nel fondo materiali attinenti alle letture redazionali e al lavoro svolto presso l’ufficio stampa della Vallecchi, a recensioni scritte per la radio e a letture e giudizi sulla letteratura francese commissionati dalla casa editrice Mondadori, mentre una consistente documentazione relativa all’attività di produttrice e consulente di programmi per la Rai-TV (scalette di trasmissioni, originali televisivi, trattamenti, sceneggiature, riduzioni, trasposizioni, andati in onda o rimasti allo stato di progetto) è databile dagli inizi degli anni ‘60 in avanti. Tra il materiale epistolare i carteggi indirizzati a Francesca Sanvitale sono compresi tra la fine degli anni ‘40 e il 1990 (dal primo deposito è stata esclusa la corrispondenza degli anni più recenti e gli scambi epistolari con interlocutori stranieri), accanto alla corrispondenza di amici e colleghi va aggiunta la presenza del carteggio scambiato con il padre (compreso tra il 1935 e il 1973). Tra il materiale a stampa si trovano copie di quasi tutte le opere di Francesca Sanvitale, con i libri dei suoi romanzi, i volumi dei racconti e dei saggi, alcune edizioni straniere con le traduzioni dei suoi testi, insieme alle pubblicazioni in cui figura come prefatrice o curatrice o con contributi di altro genere; segue una raccolta di periodici e una collezione di quotidiani e rotocalchi con testi di articoli che coprono la produzione giornalistica della scrittrice relativa al periodo fiorentino, cioè fino agli inizi degli anni ‘60, più saltuaria la presenza degli articoli pubblicati nei decenni successivi; tranne per alcune eccezioni manca la rassegna critica sull’opera della scrittrice (che per il momento ne trattiene presso di sé la raccolta). Completano il fondo copia della tesi di laurea sulle Rime di Franco Sacchetti discussa nell’a.a. 1953 con Giuseppe De Robertis, tesi di laurea e di dottorato su Francesca Sanvitale, inviti, programmi, opuscoli di convegni e manifestazioni a cui ha partecipato (insieme agli appunti presi in vista della presentazione di alcuni libri), premi e riconoscimenti assegnati alla scrittrice (targhe, medaglie ecc.). I libri della biblioteca privata di Francesca Sanvitale sono andati a incrementare la biblioteca del Gabinetto Vieusseux (conservata a Palazzo Strozzi), dove sono identificati come un dono della scrittrice.

Strumenti di ricerca: disponibile in sala consultazione un inventario che descrive l’intera consistenza del Fondo, per la corrispondenza è stato allestito un elenco (parziale) dei mittenti; la biblioteca schedata nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.