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Giuseppe Morrocchi (San Casciano in Val di Pesa 1940)

Giuseppe Morrocchi

Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Morrocchi da circa 90 mittenti, il taglio di questo epistolario è prevalentemente letterario ma non mancano voci di critici d’arte e galleristi, a suggellare una riflessione (che viene sollecitata a vari corrispondenti) sulla strada intrapresa da Morrocchi, che nel clima degli anni ‘70 si è incamminato in un percorso di ricerca di nuovi linguaggi espressivi (tra il materiale sparso del fondo si trova anche il primo numero, datato 1976, della rivista “fdl” fondata e diretta da Morrocchi stesso, dove l’argomento affrontato è proprio quello delle forme di linguaggio che all’epoca cercavano una loro affermazione); a questo nucleo di corrispondenza si aggiunge un gruppo di documenti (in gran parte epistolari, ma anche di natura più eterogenea come manifesti e pieghevoli) che Morrocchi ha raccolto per ricostruire la rete di donazioni di sue opere sparse nei musei di tutto il mondo (in pratica costituisce una specie di inventario della diffusione – su larga scala – delle sue opere d’arte). La collezione d’arte donata da Morrocchi è costituita da cartoni con collages originali e stampe di “poesie visive” eseguite negli anni ‘70, lavoro di sperimentazione in bilico tra arte e poesia che si è concretizzato nei libri Poesie visive (Firenze, il Campo editore, 1973) e Morrocchi 4 (Firenze, il Campo editore, 1974) e che ha ricevuto accoglienza in varie raccolte di collezionisti privati e di musei; nel perimetro di uno stesso campo “interdisciplinare” – tra opera d’arte e gusto per la provocazione, tra prodotto seriale e pezzo unico – si colloca un vero e proprio manufatto artigianale, un “libro d’artista” (con i fogli rilegati a ‘organetto’) intitolato Il fatto dei sistemi (2009).

Strumenti di ricerca: un indice dei corrispondenti scaricabile in formato pdf. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.