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Marija Olsuf’eva (Maria Olsufieva, Maria Olsoufieva, Firenze 1907 - 1988)

Marija Olsuf'eva

Contenuto del Fondo: al fondo è stata attribuita una struttura tripartita: nella prima Serie – di modesta entità – si trova il materiale di carattere biografico o meramente burocratico, ma anche relativo alla Chiesa russa ortodossa; la seconda documenta l’impegno svolto per Amnesty international e i rapporti di amicizia e di lavoro con molti esponenti della dissidenza sovietica; nella terza Serie – la sezione più corposa – sono stati sistemati i documenti attinenti l’attività di Marija Olsuf’eva come traduttrice. Documenti su soggetti simili possono, come ovvio, attraversare trasversalmente le varie sezioni, per esempio materiale sugli stessi personaggi si trovano sia nella Serie 2 che nella 3, a seconda che sia data la precedenza al punto di vista della militanza e del dissenso o a quello della traduzione di un testo (e spesso i due aspetti si sovrappongono o si incrociano). La prima Serie comprende corrispondenza varia (con documenti – sparsi e occasionali – ordinati cronologicamente), una piccola rassegna stampa (con articoli che riguardano la storia e la cultura russa e sovietica o che rammentano la sua attività di traduttrice), documenti che coinvolgono la storia della Chiesa ortodossa fiorentina (in particolare sul matrimonio celebrato tra Vilfredo Pareto e Aleksandra Bakunina), materiale vario. La serie 2 è composta prevalentemente da materiale a stampa, ma anche da fotografie e da stralci di corrispondenze: i rapporti con Amnesty international sono testimoniati da pochi materiali, più consistente invece la documentazione sui contatti intrattenuti con molti personaggi del dissenso, tra i quali spiccano Andrej Sacharov e la moglie Elena Bonner (con corrispondenze di quest’ultima e lettere a lei indirizzate da Marija, e poi fotografie – tra cui quelle relative alla consegna del Nobel della pace nel 1975 – e rassegna stampa – italiana e internazionale – sul caso Sacharov), Aleksandr Solženicyn (sul cui caso sono stati conservati articoli e stralci da carteggi di altri corrispondenti, mentre documenti epistolari a firma dello scrittore si trovano nella Serie successiva, quella dedicata alle traduzioni), Eduard Kuznecov, Bulat Okudžava, Aleksandr Galič, Vladimir Maksimov ecc.. Marija Olsuf’eva non era solita conservare i testimoni delle sue traduzioni e nella Serie in cui si trova materiale in qualche modo collegabile alla sua attività di traduttrice, se ne incontrano relativamente poche tracce; la documentazione (organizzata secondo un criterio che ha diviso le carte in due gruppi: prima i dossier pertinenti alle case editrici per le quali ha lavorato e, a ruota, quelli in base agli autori con i quali la Olsuf’eva ha avuto rapporti di lavoro e di amicizia o che semplicemente – scrittori e intellettuali – destarono la sua attenzione di mediatrice tra la cultura russa e quella italiana) è dunque perlopiù rappresentata da documenti epistolari (indirizzati a Marija o scambiati tra altri corrispondenti, insieme a minute di sue lettere), materiale a stampa, fotografie, appunti, contratti, prose e carte varie. Tra le case editrici con cui ha collaborato e delle quali si conserva documentazione citiamo Adelphi, Bompiani, Città armoniosa, De Donato, Feltrinelli, Garzanti, Longanesi, Mondadori, Rizzoli, Il Saggiatore, mentre tra gli autori di cui si è serbata traccia di un lavoro di ricerca – finalizzato a una traduzione o a un semplice interesse personale – si possono rammentare i nomi di Isaak Babel’ (si trovano nel fondo dattiloscritti di suoi racconti, giunti in Italia dalla Russia grazie alla Olsuf’eva), Nina Berberova, Michail Bulgakov (di cui Marija portò a termine – opera contesa da più editori – Il Maestro e Margherita), Vladimir Dudincev, Evgenij Evtušenko, Aleksandr Galič, Eduard Kuznecov, Osip Mandel’štam, Bulat Okudžava, Boris Pasternak (la prima traduzione Feltrinelli del Dottor Živago fu revisionata proprio dalla Olsuf’eva), Viktor Šklovskij (sono presenti anche lettere autografe del critico e scrittore, relative al lavoro di traduzione di suoi testi, per esempio Viaggio sentimentale, La mossa del cavallo ecc.), Aleksandr Solženicyn (con sue lettere e materiale relativo a varie traduzioni, da Divisione cancro a Arcipelago Gulag). Le due sequenze di fascicoli, dedicati agli editori e agli scrittori, convergono – integrandosi a vicenda – verso la testimonianza del lavoro di traduzione e, eventualmente, di pubblicazione di testi della letteratura russa. Fa parte del fondo anche una raccolta libraria composta da un centinaio di titoli, in prevalenza si tratta di vocabolari, dizionari enciclopedici, grammatiche e repertori vari.

Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto (frutto della tesi di laurea di Cristina Focardi) disponibile in sala consultazione; la sezione bibliografica non catalogata.