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Mario Gigliucci

1 GENERALITÀ

1.1 Nome dell’Istituto

Gabinetto G.P. Vieusseux, Biblioteca. Piazza e Palazzo Strozzi, 50123 Firenze

1.2 Nome del Fondo

Fondo Mario Gigliucci

1.3 Notizie su possessore o possessori
La famiglia Gigliucci era originaria di Fermo, nelle Marche. Il Conte Mario (1847-1937) fu da giovanissimo, nel 1866, volontario garibaldino, quindi si laureò in ingegneria. Sposato all'inglese Edith Mozley (1847-1909), si trasferì a Firenze con la famiglia nel 1880. La prima abitazione fu quella di Via Cherubini 6 e, dopo un passaggio nella Villa Romana fuori Porta Romana, seguì poi il trasferimento definitivo, nel 1886, nella “Casa Rossa” in Piazza Savonarola costruita dal conte: tale dimora divenne punto di riferimento per molti intellettuali italiani e inglesi tra cui Sommier, Rayna, Villari, Cadorna, Vernon Lee, ecc. Bona (1885-1982), terza figlia della coppia, fu pittrice di viva sensibilità: allieva di Eugenio Cecconi, di lei si ricordano, oltre un gran numero di ritratti, bozzetti, paesaggi, interni, due album illustrati, uno di Canzoni popolari per bambini (che lei stessa raccolse nel 1912) l’altro di Filastrocche, e l’illustrazione di un volume su testo di Anna Sven, Il Giardino bianco, nel 1969. La tradizione familiare — sua nonna paterna era la celebre soprano italo-inglese Clara Novello — la portò ad essere anche una sensibile musicista. Dalla famiglia, italo-inglese e di tradizione liberale, le derivò uno spiccato senso di patriottismo. Per tutta la durata della prima Guerra Mondiale, ma anche dopo, Bona fu infermiera della Croce Rossa negli ospedali in zona di guerra insieme alla sorella Nerina (in seguito Marchesa Medici di Marignano). Non si sposò mai e dopo la guerra seguitò ad occuparsi attivamente della Croce Rossa intervenendo nei soccorsi per i vari terremoti e in generale in altre opere benefiche. Con lei si estingue la famiglia Gigliucci.
(Da un appunto della sig.ra Flavia Farina Cini, madre di Chiara Dazzi, intermediaria per l'acquisizione del fondo Gigliucci presso il Gabinetto Vieusseux).

1.4 Data e modi di acquisizione

La Biblioteca acquisisce i libri e le carte di Mario Gigliucci nel 1979, tramite il dono effettuato da Bona Gigliucci.

1.5 Storia del Fondo

La Biblioteca Nazionale di Firenze conserva due fondi collegati alla famiglia Gigliucci: il Dono eredi Gigliucci (1972-73) menzionato al n. 199 del CITO e il Dono Vittoria Beatrice Gigliucci Notarbartolo (1968) menzionato al n. 204 del CITO. Presso la Biblioteca comunale centrale si conserva un piccolo fondo di 163 pezzi frutto della donazione della contessa Bona Gigliucci nel 1979. Presso l'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze si trova il Fondo Gigliucci (n. 415 del CITO): dono di Donatello e Bona Gigliucci, si tratta di 40 libri (sec. XIX) appartenuti alla famiglia Gigliucci di argomento vario.

Tra i fondi storici della Biblioteca del Conservatorio di Musica G. Rossini di Fermo, quello di Donatello e Bona Gigliucci che comprende mss, stampe ottocentesche e una raccolta di dischi per grammofono.

1.6 Alimentazione del Fondo

Il Fondo è considerato chiuso.

1.7 Indicizzazione del Fondo

Del Fondo, interamente catalogato su supporto elettronico, esiste una stampata risalente al 1990 di tutte le descrizioni estratte dalla base generale.

1.8 Accessibilità del Fondo

Oltre ad essere disponibile in consultazione presso la sede della Biblioteca se ne prevede anche il prestito, purché i volumi che interessano non rechino dediche e note mss.

2. DESCRIZIONE

2.1 Consistenza

Il Fondo è costituito di 397 pubblicazioni.

2.2 Altri fondi nel Fondo

In realtà, anche se l'intestazione è a Mario Gigliucci, il Fondo è da trattarsi come una raccolta familiare: diversi contrassegni (v. sotto) danno la certezza dell'appartenenza dei volumi anche alle figlie del Conte, Nerina e Bona.

2.3 Tipologia

Si tratta per lo più di opere di ambito storico-letterario e per ragazzi. Predomina la lingua inglese, presente nella misura di oltre il 70%, seguita da quella francese (13% ca.) e in ultimo le lingue italiana e tedesca, entrambe rappresentate da un valore del 6% ca. Il libri sono compresi in un arco temporale che parte dagli inizi dell’Ottocento per arrivare agli anni '70 del Novecento. La concentrazione maggiore (25% ca.) si ha nel venticinquennio 1876-1900; sono presenti anche tre record che si riferiscono al secolo XVIII.

2.4 Caratteristiche fisiche

Molte legature editoriali con piatti in cartone e rivestimento in tutta tela con pregevoli impressioni a secco o in oro e/o colore. Alcune legature con piatti in cartone e rivestimento in carta decorata (tipo Remondini): si è rilevato che esse sono riscontrabili sui volumi di proprietà di Bona. Brochure in cartoncino. Legature in quarto di pelle e carta. Occupa uno scaffale metallico all'interno dei magazzini di Palazzo Strozzi.

2.5 Identificazione, ordinamento e collocazione

Presente in diversi casi la firma di possesso di Mario Gigliucci, di solito accompagnata dalla data di acquisizione del libro; a volte presente anche il suo timbro, che in calce alle iniziali del nome reca l'indirizzo dell'abitazione: «MG | 6. Piazza Savonarola | Firenze». Firme di possesso, in questo caso semplici, anche di Bona e Nerina Gigliucci. Presenti inoltre diverse collocazioni mss che si riferiscono alla sistemazione che avevano i volumi nella biblioteca Gigliucci. Rilevata solo una copia dedicata. Il Fondo, trattato come fondo speciale e quindi separato dal patrimonio della biblioteca circolante, viene identificato con la sigla “FG” e occupa delle serie di numeri d’inventario piuttosto frammentate: 149631-643; 149664-720; 149737-741; 149749-750; 149791-794; 149847-849; 149851-871; 149896-911; 149977-981; 157022-024; 162152-156; 163014-273; 163276-279; 163576-583.

2.6 Stato di conservazione

Mediocri le condizioni generali di conservazione, visto anche che i volumi sono disposti troppo strettamente all'interno dei palchetti. Strappi e lacerazioni sulle brochure, che in parecchi casi sono mancanti del dorso. Sporadica presenza di restauri recenti.

3. BIBLIOGRAFIA E DOCUMENTAZIONE

CITO, n. 398;

Cronologia, p.137.

Scheda a cura di Cristina Cavallaro