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Ugo e Paola Ojetti

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1 GENERALITÀ

1.1 Nome dell’Istituto

Gabinetto G.P. Vieusseux, Archivio Contemporaneo “A. Bonsanti”. Palazzo Corsini Suarez, Via Maggio 42, 50125 Firenze.

1.2 Nome del Fondo

Fondo Ugo e Paola Ojetti

1.3 Notizie su possessore o possessori

Ugo Ojetti: scrittore, critico letterario, giornalista. Nacque a Roma il 15 luglio 1871 e unendo all’amore per le arti figurative (il padre era un noto architetto) studi approfonditi su ogni problema estetico, si creò una competenza specifica in ogni campo che lo portò ad essere presente sulla scena degli avvenimenti più importanti. Fu anche presidente dell’Alfa Romeo e i suoi primi articoli comparvero nel 1894 sulle riviste romane «Tribuna» e «Nuova Rassegna»: per oltre vent’anni, dal 1898, curò la rubrica artistica del «Corriere della Sera» e via via la sua reputazione, aiutata dalla serietà dei suoi giudizi, si fece sempre più solida. Il 30 settembre 1898 si abbona al Gabinetto Vieusseux, continuando a restarne socio anche negli anni successivi. Fu membro di numerose importanti commissioni e si occupò dell’organizzazione di mostre ed esposizioni retrospettive su territorio italiano. Tra il 1904 e il 1908 scrisse per l’«Illustrazione italiana» sotto lo pseudonimo di “Conte Ottavio”. Si cimentò anche nel teatro ma con dei risultati meno brillanti di quelli raggiunti negli scritti di cronaca, nei ritratti e nei ricordi. Fu il fondatore delle riviste «Dedalo» (arte), dove in ogni fascicolo dedica un articolo a un giovane artista, «Pègaso» (lettere) e «Pan» (musica). Fu volontario durante la guerra e, col grado di tenente, il governo gli affidò l’incarico di vigilare per la salvaguardia degli oggetti d’arte e dei monumenti nelle zone colpite. Nel 1922 iniziò la collaborazione col «Corriere», di cui poi assunse la direzione tra il 1925 e il 1927, attraverso gli articoli denominati Cose viste. Dal 1930 fu accademico d’Italia e fino al 1933 fece parte del consiglio di amministrazione dell’Enciclopedia Italiana. Fondò e diresse, ancora nel 1933, la collana di Emilio Treves “Le più belle pagine degli scrittori italiani” e, nel 1934, quella di Rizzoli “I classici italiani”. Morì a Firenze il 1° gennaio 1946.
Paola Ojetti: figlia di Ugo; giornalista. Nel 1977 è lei a donare all’ACB alcuni mss e dss di autori vari pubblicati sulle riviste «Pègaso» e «Pan». Deceduta il 31 agosto 1978, lascia all’ACB anche parte della biblioteca di famiglia.

1.4 Data e modi di acquisizione

La donazione del Fondo avviene in due momenti: nel 1977 vengono donati alcuni documenti relativi alle riviste «Pègaso» e «Pan»; al 1978 risale invece il dono della biblioteca vera e propria.

1.5 Storia del Fondo

Al momento dell’acquisizione da parte dell’Archivio Contemporaneo, la biblioteca non giunge nella sua interezza: la parte donata è comunque cospicua.

1.6 Alimentazione del Fondo

Il Fondo è considerato chiuso.

1.7 Indicizzazione del Fondo

Del Fondo esiste un inventario topografico cartaceo completato nel 1980 a cura di Maura Borgioli. L'inventario, che riproduce la disposizione dei volumi — a loro volta disposti cercando di mantenere la collocazione originaria all'interno degli scaffali — si suddivide in due volumi: il primo, da 1 fino a 6315, copre i numeri d'inventario generale Vieusseux da 170000 a 176095; il secondo, da 6316 a 9056, prosegue i numeri di inventario generale da 176096 fino a 178653 (con un salto da 176559 a 176600). Oltre a questi si deve aggiungere una parte di volumi dati in un secondo momento dal figlio di Paola Ojetti, Paolo Zamattio: essi proseguono i numeri d'inventario del Fondo da 9057 a 9438 e trovano il corrispettivo nell'inventario generale Vieusseux a partire dal n. 178654 e proseguendo con salti e numeri vari. La raccolta è stata poi interamente catalogata su supporto elettronico.

1.8 Accessibilità del Fondo

Il fondo è consultabile presso la sede dell'Archivio Contemporaneo. Escluso dal prestito.

2. DESCRIZIONE

2.1 Consistenza

Il Fondo ammonta a circa 10000 volumi.

2.3 Tipologia

La raccolta riunisce opere di vari settori come narrativa francese, teatro e musica; importante la sezione delle opere di D’Annunzio, di cui molti esemplari recano la dedica. La lingua più rappresentata è l’italiano (61% ca.), seguita dal francese (quasi il 33%), l’inglese (4,6%) e il tedesco (poco meno dell’1%). Le pubblicazioni sono state edite in un arco cronologico che si estende dal secondo quarto del sec. XIX fino alla seconda metà del Novecento: il grosso delle opere, poco meno della metà, si colloca nel ventennio tra il 1919 e il 1940.

2.4 Caratteristiche fisiche

Molte brochure e legature in tutta tela. Diversi quarti di pelle e carta e, in alcuni casi (così per Maupassant, Proust, Regnier e in genere i francesi) quarti di pergamena e carta. Per le opere di Moretti e Palazzeschi la legatura è in tutta tela blu (o mezza tela e carta) con all'interno le copertine editoriali integre; per le opere di Ada Negri una legatura con piatti rigidi e rivestimento in tutta carta decorata. Si è rilevata la presenza di molti ritagli di giornale all'interno dei volumi. Il Fondo occupa 12 scaffali lignei appartenenti al mobilio originale, con libri disposti su doppia fila, al secondo piano di Palazzo Corsini Suarez" href="archivio/suarez.html">Palazzo Corsini Suarez; una parte della raccolta è stata temporaneamente spostata su due scaffali metallici al terzo piano, insieme alle prime edizioni francesi.

2.5 Identificazione, ordinamento e collocazione

Spesso è stata rilevata sui volumi la firma di possesso di Ugo Ojetti, ma ancora più frequente è la presenza del suo ex-libris (in moduli di grandezza variabile), un Pierrot con una scala che tenta di raggiungere la luna (ideato dal pittore Oscar Ghiglia) che reca la scritta «Ex libris Ugo Ojetti». Presente, anche se molto più raro, un altro ex-libris di Ojetti: si tratta del classico cartellino bianco che reca la scritta a stampa «DAI LIBRI DI | UGO OJETTI». Questo modello è stato reperito anche sui libri appartenuti a Fernanda Ojetti, moglie dello scrittore, con la ovvia variante del nome del possessore: «DAI LIBRI DI | FERNANDA OJETTI». Infine, su alcuni dei libri di Paola il suo ex-libris che, all'interno di un disegno che ha per soggetto una fontana, riproduce il suo nome «PAOLA OJETTI». Molto consistente, dato il prestigio di cui godeva lo scrittore, il dato relativo alle dediche: sono state rilevate ben 1938 copie dedicate, corrispondenti a 960 dedicatori. Identificato con la sigla "FO", il Fondo copre in numeri d'inventario che vanno da 170000 a 178933.

2.6 Stato di conservazione

Abbastanza buone le condizioni generali di conservazione. I libri rilegati non presentano troppi danni. Cattive le condizioni delle brochure che risultano imbrunite, strappate e sfascicolate (frequente infatti la presenza di fascette di carta ed elastici per tenerle solidali). Molto imbruniti e fragili i ritagli di giornale all'interno dei volumi.

2.7 Mostre e altre attività di valorizzazione riguardanti il Fondo

Mostra dell’Archivio Contemporaneo, Firenze, Palazzo Strozzi, 20 maggio-30 giugno 1978, presentazione di Luigi Crocetti, Firenze, Arti grafiche Mori, 1978 (Fondo Montanelli di Luigi Mascilli Migliorini, Fondo de Larderel-Viviani della Robbia di Silvano Ferrone, Fondo Orvieto di Roberto Fedi, Fondo Ojetti di Silvia Betocchi, Fondo Dallapiccola di Fiamma Nicolodi, I ritratti di Adriana Pincherle di Giuseppe Nicoletti);

Vieusseux e il "Vieusseux": storia e cronaca di un istituto di cultura e del suo fondatore. Catalogo delle mostre, 20 ottobre - 10 dicembre 1979, Firenze, Arti grafiche Mori, 1979 (Catalogo della sezione storica, a cura di Luigi Mascilli Migliorini. Guida alla sezione contemporanea, a cura di Marco Marchi. Ipotesi di lavoro del Centro Romantico, a cura di Maurizio Bossi. Mostra esemplificativa dell'Archivio Contemporaneo, a cura di Albarosa Albertini, Caterina Del Vivo, Carlo Tonini).

3. BIBLIOGRAFIA E DOCUMENTAZIONE

LAURA DESIDERI, Le biblioteche d’autore dell’Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux, in «Antologia Vieusseux» n. s., a. 6, n. 18 (settembre-dicembre 2000), pp. 61-74.

Guida, p. 433-436;

CITO, n. 367;

Cronologia, p. 136.

Scheda a cura di Cristina Cavallaro