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William John Scovil

1 GENERALITÀ

1.1 Nome dell’Istituto

Gabinetto G.P. Vieusseux, Biblioteca. Piazza e Palazzo Strozzi, 50123 Firenze

1.2 Nome del Fondo

Fondo William John Scovil

1.3 Notizie su possessore o possessori

Anche se il Fondo è stato intitolato a William John Scovil si tratta in realtà di una raccolta caratterizzata dalla stratificazione di volumi appartenuti a persone diverse. La maggior parte dei volumi appartenne a vari componenti della famiglia de Cosson. Il legame con questa famiglia viene dall'unione di Phyllis de Cosson con il maggiore Wilfred Jennings-Bramly: una delle loro due figlie, Judith, sposa infatti Billy Scovil. Mentre l'intera donazione copre un arco temporale piuttosto ampio, i testi riferibili direttamente a William Scovil sono una piccola minoranza compresa tra gli anni '40 e '70 del Novecento. A parte questo primo nucleo Scovil-de Cosson è possibile individuarne almeno un altro costituito da volumi di proprietà di una signora greca, Theodora Konstantinos, che per circostanze casuali entra in contatto con Judith Scovil, la quale diventa poi erede della sua biblioteca e di una villa nei dintorni di Firenze. Le notizie che hanno permesso di far luce sui più importanti legami familiari che sottostanno alla genesi di questa raccolta si devono all'amicizia tra la famiglia de Cosson — di origini francesi, naturalizzata in Inghilterra e con Phyllis (mamma di Judith) che sceglie di dimorare tra Firenze e Alessandria — e la famiglia Roatta. Grazie infatti alla lucida ricostruzione che ripercorre il legame con Judith Scovil la signora Camilla Roatta, assidua frequentatrice del Gabinetto Vieusseux nonché fautrice della donazione del Fondo allo stesso Istituto, ha fornito tasselli indispensabili per la ricostruzione della complessa trama di rapporti che hanno contribuito alla formazione di un insieme così variegato.

1.4 Data e modi di acquisizione

La raccolta di libri viene donata alla Biblioteca nel 1974. Non si ha la data precisa del perfezionamento della donazione anche se dai documenti si può ricavare il riferimento a una data compresa tra il 25 e il 30 luglio 1974.

1.5 Storia del Fondo

Una parte della collezione venne consegnata all'inizio degli anni '70 all'Istituto francese di Firenze in piazza Ognissanti. Si tratta per lo più di classici francesi appartenuti alla Kostantinos ma già in possesso della famiglia Scovil al momento della donazione.

1.6 Alimentazione del Fondo

Il Fondo è considerato chiuso.

1.7 Indicizzazione del Fondo

Il Fondo è stato interamente catalogato attraverso un programma di catalogazione che rende disponinibili le registrazioni bibliografiche all’interno della base dati della Biblioteca. I record bibliografici sono stati redatti in modo da evidenziare tutte le tracce lasciate dai possessori all'interno dei volumi. La tesi di laurea (v. Bibliografia sotto) che ha avuto per oggetto lo studio analitico di questo Fondo offre un catalogo cartaceo ordinato per numero d'inventario che deriva dall'estrazione delle registrazioni dalla base generale del Vieusseux. Le notizie bibliografiche numerate da 1 a 1373 si riferiscono ai libri in possesso del Vieusseux; tra 1374 e 1499 sono invece compresi i volumi conservati all'Istituto francese.

1.8 Accessibilità del Fondo

Oltre ad essere disponibile in consultazione presso la sede della Biblioteca se ne prevede anche il prestito, purché i volumi che interessano non rechino dediche e note mss.

2. DESCRIZIONE

2.1 Consistenza

1374 pubblicazioni.

2.2 Altri fondi nel Fondo

Come ricordato sopra, è ben individuabile il nucleo di volumi appartenuto alla signora Theodora Konstantinos. Tali testi, che anche per i temi trattati si discostano da quelli della famiglia Scovil-de Cosson, sono riconoscibili per la presenza di un particolare ex-libris e per la pregevolezza della qualità editoriale dei testi e della veste legatoria.

2.3 Tipologia

I libri sono di argomento vario, anche se la letteratura inglese è prevalente, così come dimostra l’altissima percentuale delle pubblicazioni in lingua inglese (83% ca.): seguono le opere in francese (12% ca.), in italiano (3% ca.) e in tedesco (1,3%). La raccolta copre un arco temporale piuttosto ampio che si estende dal primo quarto del XIX sec. (ma con un titolo edito nel XVII sec. e dodici titoli pubblicati nel corso del XVIII sec.) fino alla seconda metà del Novecento: la concentrazione maggiore (poco meno del 50%) si trova fra il 1901 e il 1945.

2.4 Caratteristiche fisiche

Molte legature editoriali in tutta tela con impressioni in oro, nero o colori. Alcune legature in tutta pelle e qualche brochure in cartoncino. Si rileva una discreta percentuale di sovraccoperte. Presente anche una certa quota di copertine originali all'interno delle legature. Il Fondo occupa tre scaffali lignei all'interno di un locale al secondo piano di Palazzo Strozzi, più un mobile in legno a cinque ripiani con vetrina in una stanza attigua.

2.5 Identificazione, ordinamento e collocazione

Quanto alle firme di possesso è stata reperita quella di Phyllis Jennings Bramly. Tra i rari segni di possesso riferibili allo Scovil un timbro a inchiostro «W. J SCOVIL | 9 VIA DEI BARDI | FLORENCE 50125| Tel. 275003». Riguardo agli ex-libris, i più significativi risultano essere quello di Theodora Konstantinos, che reca la scritta in greco «EK TÔN BIBLÍON | THEODÔRAS | KONSTANTINOY», e quello dei Jennings-Bramly che all'interno del disegno reca il motto «IL BUON TEMPO VERRÀ»: al di sotto «EX·LIBRIS·WILFRED·AND·PHYLLIS·IENNINGS-BRAMLY». Si è recuperata una copia dedicata. Identificato con la sigla "Sco", il Fondo copre i numeri di inventario che vanno da 215662 a 216575.

2.6 Stato di conservazione

Discreto lo stato generale di conservazione. Abrasioni sulle pelli. Alcuni dorsi mancanti o staccati.

3. BIBLIOGRAFIA E DOCUMENTAZIONE

GIORGIO GREGNI, Il fondo Scovil custodito presso il gabinetto Vieusseux di Firenze: gli ulimi anglo-beceri. Tesi di laurea, Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, Facoltà di conservazione dei beni culturali, a. a. 2001-2002 (relatore: Piero Innocenti).

CITO, n. 401;

Cronologia, p. 133.

Scheda a cura di Cristina Cavallaro