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Cronologia 1950-1959

1950

Nei Consigli d’Amministrazione viene ribadita, da parte del direttore, di Cesare Luporini e di altri consiglieri, la necessità di un generale rinnovamento nell’esercizio dell’istituzione, da attuarsi con interventi culturali più dinamici e incisivi.

Tra i frequentatori, Domenico Rea, ricordando un suo soggiorno fiorentino presso i Longhi, racconta: «la mattina andavo al Vieusseux dove mi legai anche di affetto, essendovi già la stima, con Betocchi, Bonsanti, Parronchi, Rosai, Umberto Benedetto, legame variamente interrotto dalla distanza, ma non illanguidito dal tempo, dai ricordi e dal comune e laborioso amore per le ingrate lettere. Firenze per me significava la Villa dei Longhi e il Gabinetto sito in Palazzo Strozzi._E ogni qualvolta vi ritorno, anche in privato e come di nascosto, non mi è possibile non andarvi a passeggiare dattorno; casomai fingendo di recarmi a comprare una cravatta nella ditta Principe dirimpetto._Un così antico istituto dove i nostri bisavoli confabularono sul Risorgimento e trattarono di grammatica e di odi saffiche, alcaiche, tropeiche e anarime, a me sa di giardino incantato, di sfrenata, ardente giovinezza, ahimé, finita in uno sciupìo di giorni, di tra il cinico e il ferino, che nessuno ci invidia» (Testimonianze e ricordi, pp. 9-10).

1951

Marzo-aprile: le indicazioni verso una concreta applicazione dell’articolo 1 dello Statuto del Gabinetto, che raccomandava di far «più intense le sue funzioni di cultura e di studio», si realizzano nel primo ciclo di conferenze organizzate dall’Istituto. Il tema è «L’opera a cui lavoro e i suoi rapporti con la vita d’oggi», trattato da un gruppo di intellettuali, che parlano della propria esperienza di lavoro: Giovan Battista Angioletti, Francesco Calasso, Ernesto De Martino, Giuseppe De Santis, Francesco Flora, Arturo Carlo Jemolo, Giovanni Michelucci. È l’inizio delle manifestazioni culturali, cioè di quegli incontri centrati di volta in volta su una disciplina o un aspetto della vita culturale contemporanea.

Dicembre: il direttore richiede contributi al Ministero e al Comune di Firenze per dare inizio alla catalogazione «delle prime edizioni, opere rare, e opere comunque tali da esserne consigliata la conservazione, sempre con speciale riguardo alle opere straniere» presenti nell’Istituto. Su progetto di Bonsanti saranno individuate, tra i libri entrati in Biblioteca tra il 1819 e il 1918, circa 15000 opere in lingua francese in prima edizione, di cui verrà approntato un catalogo speciale, pubblicato negli anni Sessanta nella serie «Collezione del Vieusseux._Bibliografia».

1952

Incontri. Febbraio-marzo: ciclo di conferenze «Teatro d’oggi», a cui prendono parte Silvio d’Amico, Paolo Grassi, Orazio Costa, Gianni Ratto, Jean-Louis Barrault, Diana Torrieri.

Viene adattata in una sala del Gabinetto, destinata alle conferenze, la secentesca scaffalatura della biblioteca dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, disegnata nel 1679 dall’architetto Antonio Ferri e intagliata dall’artigiano del legno Gamberai.Come racconta Michelangelo Masciotta, «Bonsanti volle che gli dessi, professionalmente, come critico d’arte, un incoraggiamento: così almeno disse, ma sono certo che di incoraggiamenti non aveva bisogno. Aveva invece desiderio di un complice per affrontare più decisamente le contestazioni che gli sarebbero state fatte, specialmente per la difformità dello stile: ‘Firenze è rinascimentale e al Rinascimento deve tener fede. Il barocco non ci si addice’, avrebbero detto. Fatta la scelta delle parti da recuperare, e affidata l’opera di restauro e di ricostruzione a vecchi artigiani ancora esperti e appassionati del loro lavoro, di una straordinaria intelligenza nel trattare il legno, nel recuperare le sagome, nell’adattarle alla nuova destinazione, vedemmo, per settimane e mesi, le pareti della grande sala al pianterreno del Palazzo Strozzi ordinarsi e muoversi nel senso voluto, perfettamente disposte in ogni lato, nel soppalco incurvato, nella luce delle finestre adattata e misurata per l’occorrenza» (Testimonianze e ricordi, pp. 6-7). In queste scaffalature vengono sistemate parte delle raccolte dei periodici stranieri dell’Ottocento, secondo una collocazione tuttora vigente.

Allestimento della Sala Ferri

Novembre: cerimonia di inaugurazione della nuova Sala Ferri, alla presenza di Guido Arcamone, Direttore Generale delle Accademie e Biblioteche. D’ora in poi sarà questa la sede principale delle manifestazioni del Gabinetto Vieusseux.

1953

Incontri. Gennaio-marzo: ciclo di conferenze «Pittura d’oggi», a cui partecipano Felice Casorati, Renato Birolli, Mino Maccari, Domenico Purificato, Virgilio Guidi, Massimo Campigli, Mario Mafai.

26 novembre: entra nel Consiglio d’Amministrazione Carlo Betocchi, come rappresentante del Comune.

Allestimento della Sala Ferri

1954

Con l’aiuto della Direzione Generale delle Accademie e Biblioteche, nonché del Comune di Firenze e della Sovrintendenza bibliografica della Toscana, viene compiuto un importante lavoro di riordino della Biblioteca: si sostituiscono le vecchie scaffalature di legno con moderne scaffalature metalliche e vengono rinnovati gli impianti di illuminazione e di areazione. Per l’occasione si pubblica anche un opuscolo dal titolo Il riordinamento e i nuovi impianti del Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux, a cura della Ditta Parma di Saronno.

Incontri. Gennaio-febbraio: ciclo di conferenze «Architettura d’oggi», a cui partecipano Pier Luigi Nervi, Luigi Cosenza, Franco Marescotti, Gino Levi Montalcini, Ludovico Quaroni, Giovanni Astengo.

Pubblicazioni. Ha inizio la «Collezionedel Vieusseux», collana edita da Vallecchi, nella quale vengono accolti di anno in anno i testi delle conversazioni su tema obbligato, prefati e, a volte, accresciuti. La collana si interrompe dopo avere proposto sette titoli, dal 1954 al 1960, in concomitanza con l’introduzione delle «recensioni parlate». Il primo volume pubblica gli atti dell’ini­ziativa Pittura d’oggi, con prefazione di Michelangelo Masciotta.

1955

Incontri. Gennaio-febbraio: ciclo di conferenze «Cinema d’oggi», a cui partecipano Mario Gromo, Mario Soldati, Dino De Laurentiis, Pietro Bianchi, Cesare Zavattini.

Pubblicazioni. Esce nella «Collezione del Vieusseux» il volume Architettura d’oggi con prefazione di Giovanni Michelucci e i testi dei partecipanti al ciclo delle conferenze.

1956

Incontri. Gennaio-febbraio: ciclo di conferenze «Libri d’oggi», con la partecipazione di Giacomo Devoto, Enrico Falqui, Carlo Bo, Giuseppe Ravegnani, Cesare Vico Lodovici, Giulio Carlo Argan, Giansiro Ferrata.

28 settembre: Ugo Castelnuovo Tedesco propone al Sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, di riprendere la pubblicazione dell’«Antologia», «nell’identico formato e nell’identico spirito della sua fase iniziale, affinché essa ricostituisca il classico vento del Vieusseux e di Firenze» (ASGV). Il presidente chiede al Comune di farsi carico di tale iniziativa, che verrà però realizzata solo nel1966.

1957

Incontri. Gennaio-febbraio: ciclo di conferenze «Stampa italiana d’oggi», con la partecipazione di Orio Vergani, Eligio Possenti, Arturo Tofanelli, Ignazio Silone, Giò Ponti.

16 dicembre: Ugo Castelnuovo Tedesco si dimette dall’incarico di presidente.

1958

20 marzo: la presidenza dell’Istituto è ricoperta dal Commissario del Comune Lorenzo Salazar. I rappresentanti dell’Università sono: Alberto Bertolino, Enrico Finzi, Giorgio Piccardi.

Incontri. Gennaio-febbraio: ciclo di conferenze «Manifestazioni d’oggi», a cui partecipano Floris Luigi Ammannati, Umbro Apollonio, Fortunato Bellonzi, Antonio Sammartano, Paolo Grassi, Ivan Matteo Lombardo. 14 maggio: ospite del Vieusseux è Jean-Louis Barrault, con la conferenza «Propos sur le ‘Misanthrope’».La manifestazione viene tenuta in collaborazione con l’Istituto francese.

Pubblicazioni. Escono il terzo e il quarto volume della collana «Collezione del Vieusseux»: Cinema d’oggi, con prefazione di Sergio Frosali e i testi del ciclo delle conferenze tenuto nel 1955; Libri d’oggi, con i testi delle conferenze tenute nel 1956.

Patrimonio librario: complessivamente il patrimonio ammonta a 95755 opere. Nel decennio 1948-1958 si registra un incremento dei libri in lingua francese e inglese (rispettivamente 35% e 27% del totale entrato in Biblioteca in questo periodo) rispetto agli italiani (36%).

1959

5 giugno:è nominato presidente Giovanni Tadini Buoninsegni Tobler.

Incontri. 26 gennaio: Giansiro Ferrata, nell’ambito di un ciclo dedicato alle «Riviste di G.P. Vieusseux», tiene una conferenza sull’«Antologia». Con tale iniziativa il Gabinetto partecipa alle celebrazioni del centenario del Risorgimento. Sempre nell’ambito dello stesso ciclo Luigi Dal Pane e Luigi Salvatorelli tengono altre conferenze, con cui iniziano gli appuntamenti dei «Lunedì del Vieusseux»: si introducono le cosiddette «recensioni parlate», conversazioni su novità librarie di rilievo, spesso tenute alla presenza dell’autore. Per quest’anno si ricordano gli interventi di Carlo Bo su Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; Giovanni Grazzini su I racconti di Italo Calvino; Sergio Frosali su Fausto e Anna di Carlo Cassola; Roberto Papi su I viaggi, la morte di Carlo Emilio Gadda; Mario Luzi sul numero 35-36 di «Letteratura» dedicato a Giuseppe Ungaretti. In alternanza vengono anche organizzate conferenze su argomenti di carattere generale. 21 aprile: ospite del Vieusseux è Eugène Ionesco, in occasione della conferenza di Pierre-Aimé Touchard «Considérations sur le théatre contemporain français».La manifestazione viene tenuta in collaborazione con l’Istituto francese. Nella stessa occasione viene inaugurata una mostra iconografica «volante» dedicata a Jean-François Regnard e a Courteline.

Pubblicazioni. Escono il quinto e il sesto volume della collana «Collezione del Vieusseux»: Stampa d’oggi, con introduzione di Giovanni Spadolini e i testi delle conferenze tenute nel 1957; Manifestazioni d’oggi, con testi delle conferenze tenute nel 1958.