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Il “Premio von Rezzori Giovani Lettori” è alla seconda edizione. Per cominciare abbiamo intervistato il vincitore della prima, Leonardo Mori.
Carlotta Baglivi, Giulia di Giorgio, Sara Ciulli, Federico Balzani e Tommaso Becattini

Leonardo Mori, alunno della 5D della nostra scuola, il Liceo Classico Galileo, è stato tra i cinque vincitori della “Prima edizione del Premio Gregor von Rezzori Giovani Lettori” con la sua recensione sul libro Trieste, di Dasa Drndic. Il libro tratta di alcune vicende avvenute nel lasso di tempo tra la prima e la seconda guerra Mondiale.
Lo abbiamo intervistato.
GdR: La sezione dedicata alle recensioni dei ragazzi è stata inserita nel Premio Gregor von Rezzori solamente l’anno scorso. Come sei stato coinvolto nel progetto? Com’è stato essere il vincitore dei primi partecipanti?
L.M.: E’ stata una bella sensazione e francamente non me l’aspettavo. Nella mia recensione ho voluto raccontare le mie impressioni e ciò che il libro mi aveva trasmesso e comunicato. In realtà il progetto me lo ha “imposto” la professoressa di italiano dandomi il libro da leggere e facendomi partecipare, ma è un’esperienza che mi è piaciuta.
GdR: Il libro tratta di avvenimenti accaduti più di ottant’anni fa. Qual è la connessione personale che senti tra te e il romanzo? Ti senti in sintonia o in contrasto con ciò che hai letto?
L.M. La connessione che percepisco dalle pagine del libro viene più che altro dal coinvolgimento emotivo per l’orrore della Seconda Guerra Mondiale e il Nazismo, negli anni più neri del genere umano. Leggendo il libro si apprende il vero valore della memoria, anche se la cultura Mitteleuropea la sento un po’ distante dalla mia.
GdR: Sappiamo che hai avuto la possibilità di incontrare l’autore: hai trovato che fosse, dal vivo, esattamente come lo si percepiva nel romanzo o si è rivelato diametralmente opposto?
L.M.: Esattamente come si percepiva nel libro.
GdR: E che idea ti sei fatto dell’autore?
L.M.: E’ una persona sicuramente molto acculturata ed empatica. Mi ha anche abbracciato.
GdR: Un’ultima domanda. Secondo il tuo parere personale, cosa distingue una recensione ben strutturata da una che sia invece scadente?
L.M.: L’emotività che si riesce a trasmettere al lettore dopo aver avuto la fortuna o la “seccatura” di aver letto il libro per intero. Sicuramente bisogna anche sapersi “vendere” e rendere il testo accattivante.

7 giugno 2016