Mobile nav

News detail

narrazione di una conversazione amichevole coi recensori di bark: prime impressioni a caldo e successiva riflessione
Giulia Di Giorgio, Sara Ciulli e Carlotta Baglivi

Coppie con lieto fine, litigi, divorzi, famiglie allargate... tutto questo racchiuso in una parola: “bark”. Come ha spiegato l'autrice durante la conferenza di ieri mattina, la parola racchiude due significati: “abbaiare” e “corteccia”. E così i suoi personaggi si identificano in due categorie, quelli “arrabbiati, che si ribellano alla situazione e quelli che, invece, si chiudono con una corteccia in loro stessi... insomma, hanno un diverso modo di affrontare le situazioni”, come racconta una delle ragazze del liceo Gramsci, che insieme ai compagni recensori ci ha concesso una stimolante intervista. Fin da subito abbiamo potuto notare quante diverse opinioni avevano i giovani lettori riguardo al titolo... Alcuni pensavano si riferisse esclusivamente al comportamento “a corteccia”, la maggior parte all'“abbaiare”, che però viene visto dai nostri interlocutori in sfaccettature diverse: come chi abbaiando non compie alcuna azione significativa per il proprio futuro (“can che abbaia non morde”, si spiega la nostra coetanea), ma anche come chi vuol far sentire la sua voce.
Tutto questo sviluppato in otto racconti, del resto: “scrivere un racconto è come scattare una fotografia, scrivere un romanzo è come girare un film”, sostiene la scrittrice Lorrie Moore, e ciò che voleva offrire ai suoi lettori era questo: poter assaporare diverse storie lette sotto diversi punti di vista, come scorrendo le pagine di un album di ricordi di qualcun altro. Eppure agli intervistati questo stile non è andato del tutto a genio: “le storie si troncano ad un certo punto, e noi non sapremo mai come si concludono!”
Se dunque la lettura si è dimostrata scorrevole ma non particolarmente accattivante -i ragazzi hanno comunque ammesso di averne tratto alcuni spunti di riflessione- la redazione delle recensioni è risultata più facile: “l'unico problema era la lunghezza: 3000 battute erano così poche che ho dovuto tagliare gran parte del mio scritto!”, ha una commentato una ragazza, mentre un'altra ha riscontrato la situazione opposta: la sua recensione rientrava in poco meno della metà dello spazio necessario.
A quanto pare l'organizzazione della sezione dedicata ai Giovani Lettori ,aggiunta solo l'anno scorso, non è stata delle migliori: i ragazzi non sapevano esattamente per quando consegnare la recensione e i libri sono arrivati solo a inizio maggio.
L'esperienza però è da ripetere, concordano i ragazzi: non capita spesso di leggere un libro e avere l'occasione di porre tutte le domande possibili all'autore in persona.

7 giugno 2016