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Colloquio con la rappresentante dell’Ente cassa di Risparmio di Firenze, che ci ha spiegato meglio come è gestita l’iniziativa a livello economico

Youness Mattia Loutfi e Carlotta Baglivi

Per capire l’intervento di questa istituzione in un premio così importante per la letteratura internazionale, abbiamo fatto alcune domande ad  Alessandra Baldini, responsabile del settore arte e attività culturali dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

 

GdR: “Cosa vi ha spinto a decidere di investire in quest’iniziativa culturale piuttosto che in un’altra?”

AB: “Nello statuto dell’Ente Cassa di Risparmio è presente l’obbligazione da parte della fondazione  di sostenere la cultura, sia a livello locale sia esterno, a 360 gradi. Cultura, dove il termine in sé non si esaurisce nel concetto, ma si riferisce ad una attività produttiva a livello economico così come anche a livello umanitario. Una cultura che si offre a beneficio del singolo, per migliorare la qualità della vita in generale. Noi reputiamo che nel Premio von Rezzori ci sia un modo di fare cultura particolarmente intelligente e interessante, in quanto inno alla cultura in sé: esso crea legami internazionali con gli scrittori ed elogia l’uso della parola in sé. Inoltre, abbiamo ritenuto che fosse importante poiché valorizza la letteratura e il modo di fare letteratura che è non fine a se stesso ma vive come ricerca delle cose e di nuovi mondi. Ci ha molto convinto l’iniziativa di includere i ragazzi in questo bellissimo progetto.”

GdR: “Perché date così tanto peso al coinvolgimento dei giovani?”

AB: “ Pensiamo che sia ottimo che, in un’epoca dedicata al digitale, nella quale la carta è meno di moda e libri cadono in disuso, ci sia un tentativo di spingere le nuove generazioni a rivalutare il pezzo di carta e la cultura che esso contiene, creando un nuovo metodo di approccio verso la letteratura, attraverso un ponte di collegamento col passato.”

GdR: “ L’Ente Cassa interviene praticamente in questa iniziativa o elargisce solamente il denaro per poi occuparsi di altro?”

AB: “L’Ente ha due modi di intervenire: il primo sostenendo l’iniziativa solamente a livello economico; il secondo entrando anche materialmente nel progetto. In questo caso abbiamo fatto un po’ e un po’: il contributo concesso in parte è servito per finanziare il premio materiale che viene dato agli scrittori; d’altra parte invece sono state dedicate delle risorse all’organizzazione e alla gestione del premio e, più in generale, all’attività. Non siamo entrati nella parte scientifica, perché chiaramente scegliere gli scrittori finalisti e poi i vincitori spetta agli esperti, però abbiamo contribuito alla cura dell’organizzazione.

GdR: “ Il vostro intervento dal punto di vista economico si ferma al Premio von Rezzori o si estende anche alla fondazione Santa Maddalena?”

AB: “Si estende alla fondazione Santa Maddalena in quanto organizzatrice del Premio von Rezzori, poiché lo gestisce fisicamente. Ovviamente, abbiamo bisogno di documenti e riscontri cartacei per giustificare le spese, per poter concedere i fondi, ma, alla fine, è la fondazione che  li gestisce praticamente.

GdR: “ E vi siete offerti volontariamente di elargire questo contributo o è la Baronessa Monti dalla Corte ad averlo richiesto?”

AB: “ Ormai sono parecchi anni che l’Ente finanzia questo progetto, quasi dieci, ma in questo caso è un contributo che nasce dalla richiesta di terzi e non nasce da un progetto spontaneo proprio della fondazione. Ci è stato presentato il programma e abbiamo aderito siccome pensavamo che fosse un’iniziativa meritevole e perfettamente in sintonia con i nostri scopi statutari.”

GdR: “Pensate di appoggiare ancora questo Premio in futuro?”

AB: “ Sì, compatibilmente con la nostra disponibilità economica, delle richieste e i bisogni a livello territoriale.”

 

Come giovani, ci troviamo oggi in una società che scoraggia vivamente l’intraprendere studi umanistici. Ci troviamo irreparabilmente ad avanzare nella direzione di un universo fatto di numeri, cifre, euro e centesimi. E’ per questo motivo che vedendo un Ente che, pur occupandosi di denaro in un periodo dove esso effettivamente scarseggia (soprattutto per quanto riguarda il campo culturale), si impegna affinché un progetto di fondamentale importanza a livello letterario, come il Premio von Rezzori, possa ogni anno prendere parte. Speriamo che l’Ente Cassa di Risparmio continui ancora questo impegno negli anni avvenire, perché avrà sicuramente effetti a lungo termine su tutti noi. 

7 giugno 2016