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Articolo riguardante la presentazione del libro “abbacinante. Il corpo” di Mircea Cartarescu

Selene Murittu

Alle ore 11:00 del 7 giugno, seconda giornata del Festival degli Scrittori per il premio Gregor von Rezzori, si è tenuta la presentazione di uno dei libri finalisti “Abbacinante. Il corpo” di Mircea Cartarescu, introdotta dallo scrittore Vanni Santoni con l’aiuto del traduttore Bruno Mazzoni.

Poco prima dell’inizio, ci siamo avvicinati a Mircea presentandoci e chiedendo l’onore di potergli fare qualche domanda, richiesta che lo scrittore ha accettato cordialmente.

Vanni Santoni ha iniziato con una sua descrizione generale del libro:”Abbacinante è un libro formato da un flusso continuo e in continuo cambiamento di visioni; può essere definito fantastico, ma ha una concezione allegorica che sgorga direttamente dal subconscio”.

Entrambi gli scrittori si sono soffermati sul simbolo della farfalla, emblema che viene presentato in diverse forme in tutti e tre i libri: “L’ala sinistra”, “Il corpo”, “L’ala destra”. Questa ripartizione può essere interpretata sia come divisione di passato, presente e futuro ma anche come divisione del nucleo familiare. La figura predominante della farfalla è stata scelta dallo scrittore non solo per la sua infinita bellezza e simmetria, ma anche perché essa è il simbolo più eloquente della condizione umana, simboleggiandone l’immortalità. La stesura dell’opera ha impegnato Cartarescu per 14 anni durante i quali ha scritto anche altri libri. Le due idee di partenza dell’autore erano quella del titolo e quella di scrivere un’opera che fosse formata da almeno mille pagine; Cartarescu, infatti, riprendendo una frase di Borges:” Scrivere opere abbastanza cospicue è inutile, perché farlo quando possono essere riassunte in sole due pagine?” ritiene che esistono libri che non possono essere riassunti con l’uso di meno parole. Nel corso dei tre libri si possono notare delle somiglianze con “La Divina Commedia” di Dante Alighieri; questa corrispondenza, però, è all’inverso poiché Cartarescu inizia con il Paradiso per poi passare al Purgatorio e all’Inferno, che corrispondono in ordine alla madre, al bimbo, in quanto filone principale del romanzo centrale, e al padre. All’interno della trilogia si intrecciano circa quaranta racconti aperti e sviluppati nei primi due libri che poi l’autore conclude nel libro finale. Nel corso della presentazione Cartarescu ha esposto una metafora molto esplicativa: “ Immaginate lo scrittore come un tatuatore e l’atto di scrivere come il tatuarsi le parti del corpo. Uno scrittore cercherà di tatuarsi più parti del corpo possibile ma, una volta finita la pelle disponibile, solo un poeta può riuscire a tatuarsi anche gli organi interni che, una volta tatuati completamente, sono fonte di una crisi che solo chi è un visionario può superare riuscendo a tatuare anche il suo stesso animo”.  

7 giugno 2016