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Mario (Fermo 1847 - Firenze 1937) e Bona Gigliucci (Firenze 1885 - 1981)

Firma Bona Gigliucci

Contenuto del Fondo: tra i documenti epistolari che fanno parte dei carteggi del fondo è possibile individuare due fili conduttori che ne attraversano trasversalmente l’asse principale: il primo ruota intorno a Mario Gigliucci, di cui si ricostruiscono in controluce – seguendo le tracce delle corrispondenze che gli sono indirizzate – gli interessi e le relazioni (che spaziavano dall’industria e dagli affari a velleità di natura artistica, dai contatti intrattenuti con gli esponenti dell’aristocrazia locale a quelli scambiati con i rappresentanti della società cosmopolita cittadina e internazionale). Un secondo e sotterraneo motivo di continuità si concretizza nella corrispondenza di natura familiare, con i carteggi scambiati tra i vari esponenti della famiglia Gigliucci: i figli di Mario e cioè Nerina, Donatello e Bona, le sorelle del conte Porzia e Valeria, la cognata Charlotte Sophia Mozley, la nipote Vittoria Beatrice Gigliucci Notarbartolo e altri parenti. Il minimo comun denominatore di tutte queste corrispondenze, sia di quelle indirizzate a Mario che di quelle familiari, è forse individuabile nel contributo che offrono per la ricostruzione della vita di una famiglia in un momento cruciale della nazione, cioè negli anni che precedono la scoppio della I guerra mondiale (che viene per intero attraversata dalle lettere) fino all’inizio degli anni Venti del Novecento. Il patriottismo è infatti una sorta di filo rosso che lega questi carteggi. Le carte parlano anche una lingua allo stesso tempo cosmopolita (frequente è l’uso dell’inglese) e familiare (amici e parenti si appellano spesso con nomignoli fantasiosi) e l’accento è soprattutto quello della società anglosassone il cui mondo era familiare ai Gigliucci anche per legami di parentela. La corrispondenza con i parenti inglesi documenta l’interesse e l’accoglienza presso quel mondo dei fatti italiani (l’unità nazionale, la guerra ecc.). Altri focus di interesse possono essere quelli che vertono sui fatti di costume di un mondo particolare, quello degli anglo-fiorentini, o il coinvolgimento del capostipite della famiglia nella storia industriale di alcune aziende. Insieme alle carte della corrispondenza sono presenti nel fondo 12 album con fotografie che ritraggono i membri della famiglia e le loro case fiorentine (Villa Romana e Villa Rossa), poi immagini e cartoline che fanno il resoconto dei loro viaggi intrapresi in Italia e all’estero e fotografie di amici, parenti e in genere dell’ambiente aristocratico frequentato dai Gigliucci; agli album rilegati (datati entro un arco cronologico compreso tra il 1896 e il 1961) vanno aggiunte fotografie sciolte che riprendono, tra gli altri soggetti, Mario Gigliucci (immortalato a un raduno di reduci garibaldini o in posa per altri ritratti fotografici, oltre a fotografie che riproducono ritratti a olio del conte, opere di mano di due pittori americani) e la Regina Margherita nel 1894. La biblioteca di famiglia era stata donata nel 1979 personalmente da Bona Gigliucci: consta di poco meno di 400 titoli appartenuti a Mario Gigliucci e alle figlie del conte; si tratta per lo più di opere di argomento storico-letterario e per ragazzi, la maggior parte in inglese, comprese in un arco temporale che si estende dall’inizio dell’Ottocento (ma con alcuni sforamenti nel secolo precedente) al 1970, la frequenza maggiore si concentra però nel venticinquennio 1876-1900.

Strumenti di ricerca: schedario cartaceo della corrispondenza e indice dattiloscritto dei mittenti (con una sommaria descrizione degli album fotografici) disponibili in sala consultazione; la biblioteca (si veda la pagina descrittiva), conservata a Palazzo Strozzi, schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.