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Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 - Ostia, Roma 1975)

Pier Paolo Pasolini

Contenuto del Fondo: carteggi per la maggior parte indirizzati a Pasolini tra il 1936 e il 1975 (ma il nucleo più significativo prende avvio dal 1950) da oltre 1200 mittenti; presente anche la corrispondenza editoriale con numerose case editrici, tra cui un cospicuo carteggio con la Garzanti, e un significativo gruppo di lettere inviate allo scrittore dai lettori della rubrica Dialoghi con Pasolini pubblicata da “Vie Nuove”; si conservano anche minute di Pasolini e sono presenti, in fotocopia, sue lettere indirizzate a vari destinatari (sono le copie dei carteggi raccolti in funzione della pubblicazione dell’epistolario presso Einaudi: Lettere 1940-1954, 1955-1975, a cura di Nico Naldini, 1986-1988). Gli autografi con i manoscritti e i dattiloscritti dei suoi testi documentano quasi integralmente la produzione poetica e cinematografica di Pasolini e gran parte di quella narrativa, teatrale, saggistica e pubblicistica, dalle prime prove degli anni dell’adolescenza allo scartafaccio di Petrolio. Una sezione iconografica è costituita da fotografie familiari, dell’infanzia e della giovinezza, che ritraggono Pasolini con il fratello Guido, il padre, la madre, gli amici, e da fotografie personali dove Pasolini è immortalato in varie circostanze, sui campi di calcio o durante una conferenza, in vacanza in Grecia con Maria Callas o con la madre Susanna, Ninetto Davoli, Laura Betti; fotografie di scena testimoniano il set dei principali film, da Accattone (con le fotografie per i sopralluoghi del film scattate da Tazio Secchiaroli) a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Una imponente rassegna stampa raccoglie la quasi totalità degli scritti pasoliniani usciti in rivista o in libri miscellanei, gli articoli con le sue interviste e una significativa collezione di saggi e recensioni pubblicati sulla stampa periodica che trattano dell’argomento “Pasolini” (il materiale edito fino a 1975 è stato descritto analiticamente, mentre quello pubblicato negli anni successivi alla morte di Pasolini, raccolto dagli eredi in modo non sistematico, è stato riunito in fascicoli inventariati solo sommariamente), a cui seguono opuscoli, inviti e altro materiale relativo a mostre, convegni, retrospettive, spettacoli e iniziative varie dedicate o ispirate a Pasolini, documenti relativi a presentazioni, incontri e dibattiti con la partecipazione di Pasolini, manifesti, locandine (tra cui i manifesti di Accattone illustrati da Maccari) e vario materiale pubblicitario; conclude la Serie una piccola miscellanea di ritagli di giornale, riviste e carte varie conservate da Pasolini. Una Serie di testi a firma di altri autori raccoglie saggi, studi e recensioni su Pasolini, tesi di laurea a lui dedicate, adattamenti di sue opere e scritti vari a lui ispirati, testi in prosa e poesia insieme a copioni inviati a Pasolini per un giudizio critico. Si conservano nel fondo anche una serie di documenti e oggetti personali (tra cui le tessere di iscrizione al Partito Comunista, il libretto universitario dell’Università di Bologna, la macchina da scrivere Olivetti Lettera 22) e una piccola raccolta di attestati, premi e onorificenze (come il diploma di Laurea e attestati di partecipazione a vari festival cinematografici). Alle carte di archivio è aggregata una suggestiva raccolta di opere d’arte che conta 337 pezzi (ma il numero delle singole opere cresce oltre i 400, perché diversi fogli – e perfino tavole – sono disegnate anche sul verso): per la maggior parte risalgono agli anni Quaranta e sono realizzati con le più svariate tecniche (dall’olio su faesite o su tela di sacco, alla china su cellophane) ritraggono soggetti familiari, la madre Susanna o il fratello Guido, personaggi appartenenti al mondo contadino friulano, musicisti, bersaglieri, donne e adolescenti; tra i quadri a olio si segnalano i due autoritratti con il fiore in bocca e con la vecchia sciarpa; presenti anche disegni degli anni Sessanta (tra cui i ritratti di Ninetto Davoli e Sergio Citti, una serie di autoritratti e l’enigmatico il mondo non mi vuole più e non lo sa) e degli anni Settanta (i ritratti di Maria Callas, del 1970, realizzati con tecnica mista, e di Roberto Longhi, del 1975). Una sezione bibliografica si articola in un nucleo librario costituito soprattutto da titoli relativi alla letteratura dialettale e popolare, per lo più friulana, a cui si aggiunge una raccolta di titoli di Pasolini stesso, tra cui alcune prime edizioni, le traduzioni dei suoi scritti e libri di poesia a lui inviati (molti con dedica), monografie recenti di critica su Pasolini e una collezione di riviste (oltre ad alcune testate friulane si segnala la presenza di numeri di “Primato”, “Prospettive”, “Il caffè”, “Nuovi Argomenti”).

Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo ricercabile in una banca dati interrogabile on line. La collezione di disegni e dipinti di Pasolini (con la possibilità di visualizzarne l’immagine) descritta nel data base del Servizio Conservazione.

 

Stanza Pasolini