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Il Vieusseux - Storia di un Gabinetto di lettura 1819-2003

Il Vieusseux Storia di un Gabinetto di lettura

Questa nuova edizione della cronologia, aggiornata al dicembre 2003, ha compreso una revisione puntuale di tutti gli abbonamenti segnalati, comportando modifiche, integrazioni e correzioni. Tali interventi sono il risultato del progetto Un firmamento di firme, finalizzato alla digitalizzazione e trascrizione integrale dei 23 volumi del Libro dei soci, avviato nel 2002 e tuttora in corso. Al progetto hanno collaborato Michela Ciancianaini, Angelo Nesti, Sabrina Taddei, con la supervisione di Simonetta Berbeglia. 2004, EDIZIONI POLISTAMPA, FIRENZE

 

Cronologia del Gabinetto Vieusseux, 1819-2003, a cura di Laura Desideri

SFOGLIA LA CRONOLOGIA

VIEUSSEUX&FIRENZE 1820-1870

 

Cenni Storici

Fondato a Firenze nel 1819 da Giovan Pietro Vieusseux, mercante di origine ginevrina, il Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux è stato nell'Ottocento uno dei principali tramiti tra la cultura italiana e quella europea, centro fra i più attivi per il Risorgimento d'Italia.

Nasce come gabinetto di lettura, dove vengono messe a disposizione del pubblico cittadino e straniero le più importanti riviste d'Europa, in sale aperte alla conversazione e allo scambio di idee. A fianco del Gabinetto viene allestita una Biblioteca circolante, presso la quale è possibile prendere in prestito le novità librarie in italiano, in francese, in inglese, in tedesco.

Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni furono frequentatori del Gabinetto Vieusseux durante i loro soggiorni fiorentini; tra i soci stranieri che vi si abbonarono, figurano Stendhal, Arthur Schopenhauer, James F. Cooper, William M. Thackeray, Fëdor Dostoevskij, Mark Twain, Emile Zola, André Gide, Rudyard Kipling, Aldous Huxley, David H. Lawrence.

Retto fino al 1919 dagli eredi di Vieusseux come esercizio privato, il Gabinetto diventa nel 1925 Ente morale, con un Consiglio d'amministrazione presieduto, tramite un suo delegato, dal Sindaco di Firenze.

Nel corso del '900 la sua attività è proseguita sotto la guida di letterati illustri come Bonaventura Tecchi, Eugenio Montale e, per circa quarant'anni, Alessandro Bonsanti. Durante la direzione di quest'ultimo, nascono tre nuovi settori: il Laboratorio di restauro, creato per il recupero dei  volumi gravemente danneggiati dall'alluvione del 1966, il Centro Romantico, finalizzato allo studio e alla ricerca sulla civiltà ottocentesca e l'Archivio Contemporaneo, ora dedicato alla memoria di Bonsanti, ideato come luogo di conservazione di manoscritti, carteggi e biblioteche private di importanti personalità della cultura novecentesca. La biblioteca continua a essere incrementata secondo i criteri originari.

L'Istituto promuove inoltre, nel corso dell'anno, convegni, conferenze, mostre; dal 1995 è ripresa la pubblicazione della rivista quadrimestrale "Antologia Vieusseux" (nuova serie), fondata da Bonsanti nel 1966.