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Cronologia 1960-1969

1960

Incontri. Per il ciclo «recensioni parlate» si segnalano gli interventi di Pietro Citati su Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini; Ferruccio Ulivi su Gli egoisti di Bonaventura Tecchi; Carlo Betocchi e Valentino Bompiani su Ultimo diario di Corrado Alvaro.

Pubblicazioni. Esce il settimo volumedella collana «Collezione del Vieusseux»: Le riviste del Vieusseux, con testi di Giansiro Ferrata (In lode dell’Antologia), Luigi Dal Pane (Il Giornale Agrario Toscano), Luigi Salvatorelli (L’Archivio Storico Italiano), Giovanni Grazzini (L’ultima rivista: La Fenice).

1961

Alessandro Bonsanti nella direzione del Gabinetto Vieusseux (1966)

Incontri. 20 gennaio: si tiene l’incontro: «Esperienze di regia e recitazione», a cui partecipano Vittorio Gassman, Luciano Lucignani, Ilaria Occhini, Carlo D’Angelo, Giulio Girola.Per il ciclo delle «recensioni parlate», l’inaugurazione è di Alfonso Gatto su Ricordi istriani e l’Isola di Giani Stuparich; seguono gli interventi di Luigi Baldacci su Si riparano bambole di Antonio Pizzuto, Michelangelo Masciotta su Segno e immagine di Cesare Brandi, Odoardo Strigelli su Il giusto della vita di Mario Luzi, Guglielmo Alberti su La noia di Alberto Moravia, Mario Robertazzi su Il grande ritratto di Dino Buzzati.

In linea con le tradizioni del Vieusseux, si inaugura una serie di «Mostre del libro», dedicate di volta in volta a una Casa editrice. Il primo editore è Olschki, in occasione del centenario della nascita del fondatore, commemorato da Giacomo Devoto.
Iniziano anche le prime manifestazioni d’arte di rilievocome la «Mostra dell’incisione a soggetto», presentata da Umberto Baldini, con opere di Renato Alessandrini, Vinicio Berti, Enzo Faraoni, Marcello Guasti, Silvio Loffredo, Dante Zamboni.

Pubblicazioni. Esce presso Vallecchi il primo volume del catalogo delle Prime edizioni francesi entrate in Biblioteca dal 1819 al 1918, che raccoglie 4112 monografie registrate nel Libro matricola tra il 1820 e il 1870 circa, con l’inclusione anche di alcuni testi del tardo Settecento. Nell’Avvertenza Bonsanti sottolinea gli intenti del progetto: «Nell’iniziare il reperimento e la schedatura speciale della prime edizioni entrate nella biblioteca dal 1819 al 1918, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux ha inteso di mettere in evidenza la ricchezza e la rarità della propria consistenza libraria, e insieme di isolare, attenendosi a un criterio costante, il nucleo più caratteristico di essa, assicurandone la conservazione con opportune cautele, tanto più necessarie laddove si concede il prestito soprattutto a domicilio. Il lavoro compiuto è stato quindi suggerito da motivi essenzialmente pratici, ma se esso andrà anche a vantaggio degli studi bibliografici, tanto meglio; l’iniziativa risulterà doppiamente utile».

6 dicembre: entra nel Consiglio d’Amministrazione Raffaello Ramat.

1962

Marzo: viene organizzato, insieme al Ministero della Pubblica Istruzione, un corso di orientamentoper docenti di lettere. Tra i relatori si ricordano i nomi di Giorgio Albertazzi, Luigi Dallapiccola, Gillo Dorfles, Enrico Falqui, Gianandrea Gavazzeni, Mario Luzi, Oreste Macrì, Massimo Mila, Alessandro Parronchi, Carlo L. Ragghianti, Mario Soldati.

Incontri. Iniziano i convegni di studio: il primo è dedicato al tema «Cultura come turismo nel futuro di Firenze». Si segnala anche l’«Incontro sui premi letterari» (con partecipazione di Carlo Betocchi, Giacomo Debenedetti, Giansiro Ferrata, Giancarlo Vigorelli); quello sulla «Mostra internazionale del Cinema di Venezia»e,per il ciclo «recensioni parlate», l’intervento di Carlo Bo su L’estate di S. Martino di Carlo Betocchi.

Per il ciclo «Mostre del libro» si apre una esposizione dedicata alla casa editrice Mondadori, con discorso inaugurale di Alberto Mondadori.

1963

12 maggio: nell’ambito delle manifestazioni per il centenario della morte di G.P. Vieusseux, Ernesto Sestan pronuncia un ampio discorso commemorativo. L’incontro di Giovan Pietro con Firenze viene così rievocato: «L’operosità, la pertinacia, l’instancabilità nel lavoro insieme con l’allure cosmopolitica, erano certamente il tratto del Vieusseux che più imponeva ai fiorentini; era ai loro occhi, a prima vista, ben strano questo forestiero, mezzo italiano, mezzo francese, che pioveva tra di loro con la pretesa, in definitiva, di farli lavorare o almeno di volgere in un lavoro comune forze intellettuali rimaste solo virtuali, inerti, o operanti solo per sé; ché questo, in fondo, voleva e doveva essere una rivista. L’operosità dell’uomo, i suoi talenti di organizzatore, l’urbanità dei modi, la lealtà nelle amicizie, l’autorità che gli veniva dalla larga conoscenza del mondo europeo, disarmavano lo scetticismo fiorentino, pronto, altrimenti, a stroncare le iniziative un po’ fuori dell’ordinario dei propri concittadini [...]. Mentre si era restii a riconoscere qualità superiori, specie nel campo pratico, amministrativo, al proprio concittadino, si era poi facili a riconoscerle al forestiero» (Gian Pietro Vieusseux, p. 15).
Sempre in occasione del centenario si inaugura una stele, progettata da Umberto Fabbrini, al piazzale Galileo Galilei. Essa riproduce l’epigrafe collocata nella Chiesa di Santa Croce dal Comune di Firenze nel cinquantenario (1913), e poi rimossa nel corso di un riordinamento.

Incontri. Per il ciclo delle «recensioni parlate» si segnalano gli interventi diGiuliano Innamorati su Le mosche d’oro di Anna Banti; Carlo Betocchi su Osteria flegrea e Carlomagno nella grotta di Alfonso Gatto;Lamberto Pignotti su Simbolo, comunicazione, consumo di Gillo Dorfles; Adriano Seroni su Il clandestino di Mario Tobino; Sergio Salvi su L’età della luna di Leonardo Sinisgalli; Eugenio Miccini su Mondrian e l’arte del XX secolo di Carlo Ludovico Ragghianti; Guglielmo Alberti su Memoriale di Paolo Volponi; Piero Bigongiari su Lo stile di Constant di Mario Luzi.

Per il ciclo «Mostre del libro», Gianfranco Contini tiene una conferenza sulla casa editrice Sansoni.

1964

Incontri. 10 aprile: si inaugura il convegno di studi «Lo scrittore, la stampa e le trasmissioni radiotelevisive». Si segnala anche l’incontro «Poesie e no»(cui partecipano Giovanni Giudici, Giuseppe Guglielmi, Francesco Leonetti, Eugenio Miccini, Elio Pagliarani, Lamberto Pignotti, Giovanni Raboni, Roberto Roversi, Gianni Toti) e, nell’ambito del ciclo «recensioni parlate», l’intervento diGiacomo DebenedettisuFigure nel tempo di AlbertoMondadori.
Per il ciclo «Mostre del libro» si inaugura la mostra dedicata alla casa editrice Bompiani, con un discorso introduttivo di Bonaventura Tecchi.

1965

Mostre. Esposizione di sculture di Umberto Mastroianni, presentata da Michelangelo Masciotta, che così ricorda l’iniziativa in Sala Ferri: «La conferenza era per le sei. Ma mezz’ora prima si scatenò un terribile temporale, che durò più di un’ora. Si aspettò fin quasi alle sette, con la sala vuota, e alle sette si decise di cominciare per non rinunziare alla perfetta apparecchiatura della registrazione. Presi a parlare, e avevo davanti a me l’amico Bonsanti, l’artista e una sua amica, mia moglie, mia figlia e un poveraccio che forse era entrato lì dentro per ripararsi. Parlai per oltre un’ora, e fu un discorso fatto a me stesso con la sincerità imposta da tanta solitudine e dalla mancanza di ogni timore. Davanti a me Umberto Mastroianni mi sorrideva spesso, compiaciuto, e qualche volta si accigliava, per dissenso. Io parlavo e traevo nuova foga dal mio stesso dire. Devo confessare che la conferenza è stata per me e per l’artista molto proficua. Il testo della registrazione con poche varianti è stato pubblicato ed è stato giudicato uno dei miei saggi ‘più meditati e più sofferti’. Con la buona pace per me e per gli uditori mancati»(Testimonianze e ricordi, p. 7).

Alessandro Bonsanti durante l'emergenza dell'alluvione

Incontri. Per il ciclo delle «recensioni parlate» si segnalano gli interventi di Sergio Salvi su Nel magma di Mario Luzi; Leone Piccioni su Poesia in forma di rosa di Pier Paolo Pasolini.

1966

Gennaio-marzo: ha inizio la pubblicazione della rivista «Antologia Vieusseux», definito nel sottotitolo «giornale di scienze, lettere e arti». Così il direttore Alessandro Bonsanti ricostruisce nell’editoriale le linee portanti del suo progetto culturale: «Fin dall’immediato dopoguerra fu evidente che il Gabinetto G.P. Vieusseux doveva modificare l’indirizzo predominante nell’ultimo cinquantennio inteso quasi esclusivamente alla gestione della Biblioteca, per tornare ad essere un Istituto dagli interessi culturali ampi, dinamici, attuali; come gli fa obbligo lo Statuto che ne regola la vita. E fu anche chiaro che fra le iniziative da prendersi, la pubblicazione di un organo periodico, dove alcune ragioni di tipo ricorrente fra quelle che avevano spinto Gian Pietro Vieusseux a farsi editore dell’Antologia sarebbero apparse di nuovo valide, doveva avere la precedenza».

Incontri. 7 giugno:manifestazione in onore di Eugenio Montale, con discorso introduttivo di Walter Binni. Al poeta viene offerto il fascicolo di «Letteratura» a lui dedicato.
Nel corso di questo anno, per il ciclo delle «recensioni parlate», si segnalano: Carlo Bo su Diario in Algeria e Gli strumenti umani di Vittorio Sereni; Luigi Baldacci su La linea del Tomori di Manlio Cancogni; Arnaldo Bocelli su Uscita di sicurezza di Ignazio Silone; Giansiro Ferrata su Il padrone di Goffredo Parise.

4 novembre: l’alluvione di Firenze. Le gallerie di deposito del Gabinetto Vieusseux sono invase fino al soffitto dall’acqua dell’Arno.

6 novembre: iniziano, a luce di candela, le prime fasi dello sgombero. Circa il 90% del patrimonio librario del Vieusseux, conservato nei sotterranei di Palazzo Strozzi, risulta gravemente danneggiato. Fortunatamente si salvano la preziosa collezione delle prime edizioni francesi e i periodici stranieri dell’Ottocento, collocati al piano terreno. Problemi minori, ad esclusione del Copialettere commerciale del Gabinetto (che risulterà comunque recuperabile) presenta nel complesso l’Archivio Vieusseux, in parte protetto in armadi metallici. La decisione di Bonsanti sarà di privilegiare il carattere di insostituibile patrimonio storico dei volumi alluvionati, scegliendo la via del recupero integrale piuttosto che la sostituzione con analoghe edizioni.
Vengono quindi istituiti un Centro di Recupero (per le opere posteriori al 1850) e un Laboratorio di Restauro (per le opere anteriori al 1850 e il materiale d’archivio). Entrambi vengono collocati negli ambienti di Palazzo Acciaiuoli alla Certosa del Galluzzo, dove erano stati trasportati i volumi danneggiati. Determinante per tutta la prima fase del lavoro è l’apporto dei volontari, italiani e stranieri, che arrivano anche al numero di 120 persone. Di pari passo all’imponente lavoro di recupero e di restauro si esplica l’impegno per garantire la possibilità di consultazione delle opere. Di questo sforzo resta una testimonianza nelle parole dello stesso direttore, in un’intervista rilasciata a «Il Ponte» subito dopo l’alluvione, in cui accenna che il Gabinetto Vieusseux potrà iniziare «l’inventario delle opere recuperate entro il mese di gennaio del prossimo anno. Questa stessa data può segnare l’inizio della ripresa delle funzioni del G.V. almeno per quanto riguarda le novità librarie limitatamente al prestito».
Riguardo ai libri alluvionati trasportati alla Certosa, Bonsanti specifica: «si cercherà di fare in modo che, anche se i libri dovranno restare lontano da Palazzo Strozzi, possano venire egualmente offerti a coloro che ne avranno bisogno specialmente per i loro studi» («Il Ponte», 31 dic. 1966, p. 1413).

1967

Gennaio: la Giunta esecutiva del Fondo Internazionale per Firenze, dopo aver preso atto dell’insufficienza dei locali del Gabinetto Vieusseux, indica come sedi alternative Palazzo Canacci, di proprietà comunale, o Palazzo Corsini Suarez, in quel momento sede del Commissariato di Santo Spirito. A metà anno, la scelta dell’Amministrazione Comunale è ormai caduta su Palazzo Corsini Suarez, nonostante esso necessiti di notevoli operazioni di consolidamento.
In concomitanza con l’ipotesi del trasferimento, viene ridiscussa anche la funzione svolta dall’Istituto: Bonsanti auspica che la Biblioteca, la quale «a causa del suo rapido e esteso incremento, ha finito col costituire esclusivamente durante la seconda parte della vita dell’Istituto e almeno fino al presente dopoguerra la sua unica attività», torni a costituire «uno dei vari elementi di questo», e che la sede d’Oltrarno costituisca un terreno propizio per conferenze, lezioni, mostre, «finora attuate in modo limitato» (CdA).

Incontri. Da manifestazione di singoli editori, il ciclo «Mostre del libro» diviene una presentazione di libri delle diverse case editrici. Quest’anno si segnalano: per Einaudi, Aldo Rossi sulle Lettere di Cesare Pavese; per Mondadori, Geno Pampaloni su L’esplosione di Arrigo Benedetti; per Olschki, Gian Alberto Dell’Acqua su I disegni di Pisanello e della sua cerchia di Maria Fossi Todorow; per De Donato, Giorgio Zampa su Considerazioni di un impolitico di Thomas Mann a cura di Marianello Marianelli. 16 dicembre: conferenza di VittorioAmedeo Caravaglios sul tema «Il Gabinetto Vieusseux, ieri oggi domani».
Nel corso degli anni seguenti la presentazione dei libri conoscerà un incremento tale da non consentire, in questa sede, una segnalazione puntuale. Di tutti i convegni e le conferenze di cui il Gabinetto Vieusseux sia invece stato promotore sarà data indicazione completa.

Pubblicazioni. Esce il secondo volume delle Prime edizioni francesi entrate in biblioteca dal 1819 al 1918, che comprende le schede di 5873 opere, registrate nel Libro matricola all’incirca tra il 1870 e il 1900. Il terzo volume, che avrebbe dovuto raccogliere l’ultima tranche di questo fondo (circa 5000 schede), non è mai stato pubblicato.

1968

20 marzo: entra nel Consiglio d’Amministrazione Carlo Francovich.

26 aprile: tra i vari punti all’attenzione del Consiglio, il funzionamento del Centro di Recupero e Restauro della Certosa, previsto «per tutta la durata del piano decennale [di recupero] ed oltre se risultasse necessario» al fine di «predisporne la trasformazione in laboratorio di restauro e rilegatura» (CdA).

Ottobre: viene messo a punto il progetto di un Centro Rete provinciale per «far arrivare il libro nei Comuni che sono sprovvisti di Biblioteche». Per le capacità organizzative dimostrate, il Gabinetto Vieusseux viene indicato dal Soprintendente Bibliografico della Toscana come l’Istituto più adeguato a costituire il Centro Rete.

Incontri. 13 gennaio: Carlo Bo, inaugurando l’anno accademico, parla dell’opera di Piero Jahier e Camillo Sbarbaro. 21 febbraio: conferenza su «L’ermetismo», cui partecipano Piero Bigongiari, Carlo Bo, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Alessandro Parronchi. 6 marzo: incontro su «La rivista ‘Corrente’: i tempi, le tendenze», con interventi diRaffaele De Grada, Dino Del Bo, Giansiro Ferrata, Alberto Lattuada, Vittorio Sereni, Ernesto Treccani.

1969

18 gennaio: Bonsanti pone la necessità di un incremento del fondo posseduto dalla Biblioteca per il periodo romantico, procedendo sia all’«acquisto integrativo di opere», sia alla «costituzione di uno schedario di spoglio dei periodici sempre con riferimento al periodo sopra menzionato» (CdA).

Incontri. 22 gennaio: Claudio Vareseinaugura l’anno accademico con una conferenza sull’opera di Giorgio Bassani. 10 dicembre: Piero Bargellini, Carlo Betocchi, Carlo Bo, Geno Pampaloni e Adriano Seroni discutono su «La rivista ‘Il Frontespizio’: i tempi, le tendenze».

Mostre. 9 dicembre: esposizione di acqueforti e disegni dello scultore Dante Zamboni.

Carte e libri. Pervengono alla Biblioteca due raccolte librarie: Luisa Vertova dona 3500 volumi della propria biblioteca, costituenti la parte letteraria della raccolta appartenuta al padre Giacomo; Guido e Camilla Roatta, un gruppo di pubblicazioni mediche selezionate nella più vasta biblioteca paterna, Giovan Battista Roatta. Camilla, abbonata al Gabinetto Vieusseux già dal tempo del Palagio di Parte Guelfa, inizia a partire da questi anni una serie di preziose donazioni, tuttora in corso, sia di libri propri che della famiglia.