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Giovanni Colacicchi (Anagni 1900 - Firenze 1992) e Flavia Arlotta (Sorrento 1913 - Firenze 2010)

Giovanni Colacicchi

Contenuto del fondo: la corrispondenza rappresenta la tipologia documentaria maggiormente presente all’interno del fondo; sono stati distinti i carteggi indirizzati a Giovanni da quelli destinati a Flavia: entrambi si collocano in un arco cronologico molto ampio che copre quasi tutto il Novecento e, limitatamente alla sola corrispondenza della pittrice, anche i primi anni del XXI secolo; in molti casi sono presenti anche le minute scritte dai due artisti. La corrispondenza riconducibile a Colacicchi testimonia l’intensa attività svolta dal pittore: dalla partecipazione al concorso Ussi nel 1938, agli incarichi per l’Accademia delle Belle Arti, all’adesione al Partito d’Azione fino alla redazione del manifesto del Nuovo Umanesimo. I suoi “manoscritti” invece sono relativi per lo più all’attività di critico d’arte militante, svolta principalmente per il quotidiano fiorentino “La Nazione”, ma anche a progetti e curatele di mostre, a poesie, appunti e scritti vari – anche di Flavia e di altri intellettuali – relativamente alle esposizioni dei due artisti e numerosi sono i taccuini di appunti lasciati da Giovanni su argomenti vari; si conserva inoltre documentazione che riguarda la partecipazione alla vita politica fiorentina della coppia, con particolare attenzione verso la tutela del patrimonio ambientale. Viste le ascendenze dei due artisti non poteva mancare una documentazione relativa alla storia delle famiglie Colacicchi e Arlotta. Consistente anche la documentazione bibliografica, con una raccolta di ritagli riguardanti l’attività pittorica della coppia di artisti, monografie su Giovanni, cataloghi di alcune personali, opuscoli e presentazioni, volumi curati da Colacicchi dedicati ad Antonio del Pollaiuolo e Francesco Franchetti, cataloghi relativi a Flavia. Nella raccolta di fotografie si trovano immagini che ritraggono Giovanni e Flavia, da soli o in famiglia (con i due figli, i genitori e gli antenati) o insieme ad esponenti della cultura fiorentina, con amici, durante le mostre, durante i periodi di vacanza ad Anagni, Sorrento, sulla costiera amalfitana e in occasione di un viaggio di Giovanni in Sudafrica.

La documentazione pervenuta comprende anche due nuclei di carte aggregate, relative a Carlo Levi e a Vasco Pratolini. Il primo fu ritrovato da Giovanni Colacicchi nel suo studio di Santa Reparata, al momento del trasferimento di Levi a Roma, nel 1945. Le carte di Carlo Levi erano già state riordinate da Filippo Benfante in occasione della mostra Carlo Levi. Gli anni fiorentini: 1941-1945 (Roma, Donzelli, 2003) tenuta presso l’Accademia delle arti del disegno di Firenze, durante la quale alcuni di questi documenti erano stati esposti. Il subfondo Levi è composto da circa 500 tra lettere, cartoline e telegrammi ricevuti dall’artista durante il suo soggiorno fiorentino e poi da appunti e bozze relativi a Cristo si è fermato a Eboli (limitatamente ai brani anticipati su “Il Ponte”), disegni (ritratti di amici e conoscenti fiorentini e materiale relativo alle vignette pubblicate sulla “Nazione del Popolo”), bozzetti (studi grafici per la casa editrice La Nuova Italia), documenti relativi alle attività svolte in qualità di membro della Commissione stampa del CTLN e del CLN, di condirettore della “Nazione del Popolo”, di membro del Partito d’Azione fiorentino e della Commissione urbanistica per la ricostruzione dopo la liberazione di Firenze, documenti e carte personali. Il nucleo Pratolini fu dato in custodia dallo scrittore all’amico Colacicchi, prima del suo trasferimento a Roma, nel 1939 e consta di una piccola sezione dell’epistolario personale dello scrittore, costituita da carteggi non corposi ma piuttosto significativi, oltre alla corrispondenza, fanno parte del subfondo Pratolini anche fotografie, alcuni manoscritti e dattiloscritti, materiali a stampa e documenti personali (tutta la documentazione in oggetto si riferisce al biennio 1939-40). Nel novembre 2018 il fondo è stato integrato da un’ultima significativa acquisizione, ossia un nucleo di carte e volumi appartenuti allo slavista e padre di Flavia, Ugo Arlotta.

Strumenti di ricerca: i due nuclei principali degli archivi di Giovanni Colacicchi e di Flavia Arlotta sono stati inventariati e una descrizione delle rispettive serie di corrispondenza è quindi interrogabile tra gli inventari on line (i nomi dei corrispondenti sono riassunti anche in due elenchi scaricabili in formato pdf: un elenco dei mittenti di Giovanni e uno dei mittenti di Flavia), mentre per gli altri materiali sono stati redatti alcuni elenchi di consistenza disponibili in sala consultazione. Una descrizione sommaria del subfondo Levi è disponibile nella banca dati on line. Il materiale Pratolini è stato invece descritto in un inventario sommario disponibile in sala consultazione. I materiali di Ugo Arlotta sono pervenuti in archivio non ordinati, ma accompagnati da un elenco di consistenza che, fino a un nuovo riordinamento e a una inventariazione più puntuale, serve ancora come strumento di orientamento.