CHIUSURA ESTIVA

La Biblioteca e l'Archivio Contemporaneo resteranno chiusi al pubblico dal 5 al 23 agosto.

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Mario (Fermo 1847 – Firenze 1937) e Bona Gigliucci (Firenze 1885 – 1982)

Firma Bona Gigliucci

Contenuto del Fondo: tra la corrispondenza si contano complessivamente 164 mittenti, per un totale di oltre 1600 documenti epistolari indirizzati in larga maggioranza a Mario Gigliucci, in subordine ad altri membri della famiglia, ed in minima parte ad altri destinatari; è possibile individuare due fili conduttori che attraversano trasversalmente l’asse principale di questi carteggi: il primo ruota intorno soprattutto al conte Gigliucci, di cui si ricostruiscono in controluce – seguendo le tracce delle corrispondenze che gli sono indirizzate – gli interessi e le relazioni (che spaziavano dall’industria e dagli affari a velleità di natura artistica, dai contatti intrattenuti con gli esponenti dell’aristocrazia locale a quelli scambiati con i rappresentanti della società cosmopolita cittadina e internazionale); un secondo e corposo nucleo di continuità si materializza nella corrispondenza di natura familiare, con i carteggi scambiati tra i vari esponenti della famiglia Gigliucci: i figli di Mario e cioè Nerina, Donatello e Bona, le sorelle del conte Porzia e Valeria, la cognata Charlotte Sophia Mozley, la nipote Vittoria Beatrice Gigliucci Notarbartolo e altri parenti; il minimo comun denominatore di tutte queste corrispondenze, sia quelle scritte da mittenti terzi che quelle scambiate all’interno della cerchia familiare, è forse individuabile nel contributo che offrono per la ricostruzione della vita di una famiglia in un momento cruciale della nazione, cioè negli anni che precedono la scoppio della I guerra mondiale (che viene per intero attraversata dalle lettere) fino all’inizio degli anni Venti del Novecento; il patriottismo è infatti una sorta di filo rosso che lega questi carteggi: Mario era stato all’epoca un giovanissimo volontario garibaldino nella guerra d’indipendenza del 1866 e Bona e gli altri figli del conte, Nerina e Donatello, parteciparono senza esitazioni al primo grande conflitto europeo, le due sorelle aderendo alla Croce rossa, Donatello come ufficiale dell’esercito italiano; le carte parlano anche una lingua allo stesso tempo cosmopolita (frequente è l’uso dell’inglese) e familiare (amici e parenti si appellano spesso con nomignoli fantasiosi) e l’accento è soprattutto quello della società anglosassone il cui mondo era familiare ai Gigliucci anche per legami di parentela; la corrispondenza con i parenti inglesi documenta l’interesse e l’accoglienza presso quel mondo dei fatti italiani (l’Unità nazionale, la guerra ecc.); altri focus di interesse possono essere quelli che vertono sui fatti di costume di un mondo particolare, quello degli anglo-fiorentini, o il coinvolgimento del capostipite della famiglia nella storia industriale di alcune aziende. La seconda serie che è stata individuata comprende documentazione varia, soprattutto di natura amministrativa, con carte che testimoniano l’iter processuale del cosiddetto “Fallimento Benedetti” e altri documenti sciolti (il “discorso di Luigi Ferracuti” e un elenco dei libri donati alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze nel 1976). La serie delle “fotografie” comprende 12 album con fotografie che ritraggono i membri della famiglia e le loro case fiorentine (Villa Romana e Villa Rossa), poi immagini e cartoline che fanno il resoconto dei loro viaggi intrapresi in Italia e all’estero e fotografie di amici, parenti e in genere dell’ambiente aristocratico frequentato dai Gigliucci; agli album rilegati (datati entro un arco cronologico compreso tra il 1896 e il 1961/62) vanno aggiunte fotografie sciolte che riprendono, tra gli altri soggetti, Mario Gigliucci (immortalato a un raduno di reduci garibaldini o in posa per altri ritratti fotografici, oltre a fotografie che riproducono ritratti a olio del conte, opere di mano di due pittori americani), la Regina Margherita nel 1894, scene di rappresentazioni teatrali e quadri dipinti da Bona Gigliucci. La biblioteca (che rappresenta una porzione di una biblioteca di famiglia molto più vasta) consta di poco meno di 400 titoli appartenuti a Mario Gigliucci e alle figlie del conte; si tratta per lo più di opere di argomento storico-letterario e per ragazzi, la maggior parte in inglese, comprese in un arco temporale che si estende dall’inizio dell’Ottocento (ma con alcuni sforamenti nel secolo precedente) al 1970, la frequenza maggiore si concentra però nel venticinquennio 1876-1900.

Strumenti di ricerca: inventario analitico scaricabile dalla rete in formato pdf; la biblioteca (si veda la pagina descrittiva), conservata a Palazzo Strozzi, schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.